Pensioni, addio Quota 100: cosa succede e scenari possibili

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
22/09/2021

La riforma delle pensioni è sempre più argomento di attualità, con i leader dei principali partiti politici che non perdono occasione per mostrare la propria opinione, anche in modo provocatorio. È ormai quasi certo che Quota 100 sparirà: quale riforma lo sostituirà?

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Dopo il periodo di sperimentazione triennale, Quota 100 è pronta a fare le valigie ed essere sostituita nell’ordinamento italiano, dove ha lasciato più ombre che luci sia dal punto di vista delle adesioni che da quello dei conti pubblici.

Ma Quota 100 è anche terreno di scontro politico, con Matteo Salvini particolarmente attivo nelle provocazioni verso i colleghi di maggioranza di PD e M5S. Cerchiamo di capire le varie fazioni e la situazione attuale.

Quota 100: la polemica di Salvini

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È vero che siamo in campagna elettorale per le amministrative e quindi è concesso un pò di sano sfottò politico, ma Matteo Salvini non ha perso occasione per fare la voce grossa verso i suoi colleghi di PD e M5S, creando qualche disagio politico.

In particolare, il leader del Carroccio ha spiegato il suo punto di vista riguardo la riforma pensioni e il Reddito di Cittadinanza. Queste le sue parole:

“Fosse per loro fermerebbero Quota 100 e confermerebbero il Reddito di Cittadinanza, noi il contrario. Se PD e M5S vogliono tornare alla legge Fornero, la Lega farà le barricate dentro e fuori dal Parlamento, perché con il lavoro e con la vita non si scherza”.

Posizione politica abbastanza ferma e decisa quindi, in particolare contro il Reddito di Cittadinanza.

La risposta del PD con Letta e la Serracchiani

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La risposta del Partito Democratico non si è fatta attendere, con le parole del leader del PD e della Presidente del PD alla Camera.

In particolare, Debora Serracchiani ha definito Salvini un ingannatore, in quanto:

Quota 100 sarà abolita con il nuovo anno e Salvini lo sa bene, non vada in giro a ingannare cittadini ed elettori. La misura che lui ha voluto è stata un flop, come mostrano tutti i numeri”.

Ci si appella dunque all’evidenza empirica per screditare Quota 100.

Enrico Letta ribadisce il concetto, affermando che è il momento di andare oltre:

“Io credo sia stata una riforma iniqua e costosa, ha impiegato soldi che potevamo dare ai giovani per trovare il loro primo lavoro. È iniqua perché all’80% ne hanno usufruito gli uomini, dunque è discriminatoria per le donne”.