Pensioni, arriva Quota 103: di cosa si tratta e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
03/11/2022

Il governo Meloni sta valutando l’introduzione di Quota 103, un’opzione di pensionamento che permetterebbe di accedere alla pensione una volta che la somma tra contributi ed età anagrafica dia come risultato 103. Vediamo insieme di cosa si tratta e come potrebbe funzionare.

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Tra le opzioni che il governo Meloni sta valutando di inserire nella riforma delle pensioni rientra Quota 103, secondo cui si avrebbe accesso alla pensione una volta che la somma tra contributi ed età anagrafica dà come risultato un certo numero, 103 in questo caso.

Vediamo insieme di cosa si tratta e come potrebbe funzionare.

Pensioni: come nasce Quota 103

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La proposta della Lega per la riforma delle pensioni si basa sull’estensione a tutti di Quota 41, che permette di accedere alla pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Attualmente, questa opzione è accessibile a una specifica categoria, ossia quella dei lavoratori precoci.

Tuttavia, estendere questa opzione a tutti, senza limitazioni, richiede un’ingente esborso che va dai 5 miliardi l’anno a un picco di 9 miliardi, che quindi andrebbe a incrementare ulteriormente la spesa pensionistica.

Per questo motivo si sta valutando l’introduzione di Quota 103.

Quota 103: come potrebbe funzionare

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Secondo indiscrezioni, Quota 103 potrebbe funzionare al pari di quanto già fatto con Quota 100 prima e con Quota 102 poi: il diritto alla pensione, quindi, verrebbe raggiunto quando la somma tra età anagrafica e contributi previdenziali dà come risultato 103.

L’età minima potrebbe essere fissata a 61 anni, mentre per i contributi il minimo dovrebbe essere almeno pari a 40 anni.

Una tale misura non dovrebbe prevedere penalizzazioni, tuttavia già il solo fatto che si va in pensione prima comporterà una riduzione dell’assegno. È sufficiente pensare che per chi va in pensione a 67 anni il coefficiente di trasformazione, ossia quel parametro con cui il montante contributivo accumulato si trasforma in assegno di pensione, è del 5,575%, mentre a 61 anni, ad esempio, è del 4,639%.