Pensioni: aumentano i beneficiari di Opzione Donna

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
02/12/2022

Tra gli obiettivi dichiarati dal governo vi è quello di migliorare la situazione pensionistica italiana. L’obiettivo principale è chiaramente quello di evitare un ritorno integrale alla Legge Fornero, ma questo sarà possibile solo introducendo misure sostitutive. Una di queste è opzione donna: vediamo come aumenterà la platea di beneficiari.

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Opzione Donna è una misura pensionistica che ha riscontrato molto successo tra gli italiani, in quanto consente alle donne un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. L’iter approvativo sembrava giunto al termine, ma invece ci sono ancora dei dettagli da limare. In particolare si sta discutendo sulla clausola che lega l’uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli.

Vediamo cosa succederà e come si svilupperà la vicenda, nei prossimi paragrafi.

Opzione Donna: com’è strutturata?

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Vediamo in primis com’è strutturata la versione finale di Opzione Donna, stando a quanto è trapelato dal Parlamento. L’ultima versione presentata è molto restrittiva, ovviamente prendendo come paragone la versione originaria. Cosa s’intende però per limitata? La possibilità di andare in pensione in anticipo infatti spetterebbe solamente a tre categorie ben distinte:

  • caregiver;
  • invalide almeno al 75% e licenziate;
  • dipendenti di aziende in crisi.

La soglia per andare in pensione con Opzione Donna è stata fissata sui 60 anni, ma questa può scendere di un anno o anche due in base al numero di figli presenti nel nucleo familiare.

Opzione Donna: quale clausola sta facendo discutere?

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Ebbene è proprio quest’ultima clausola citata il cuore del problema della mancata approvazione di Opzione Donna. Si sta discutendo molto in quanto il testo così com’è scritto ora sembra andare a penalizzare fortemente coloro che non hanno figli. Si sta lavorando alla Camera dei Deputati per cercare di trovare la quadra alla misura, ma non sarà semplice.

Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di eliminare del tutto il passaggio, rinviando comunque l’intero tema alla riforma complessiva delle pensioni da fare il prossimo anno.