Pensioni, cambia tutto: si andrà con 41 anni di contributi senza limiti d’età

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
28/12/2022

Le soluzioni prevista dal governo Meloni per quanto riguarda le pensioni nel 2023 sono ormai note a tutte e tutti, ma iniziano già a delinearsi quali sono gli obiettivi dell’esecutivo per i prossimi anni. Vediamo insieme le recenti dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Federico Freni.

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Per il prossimo anno, il governo Meloni ha optato per introdurre delle soluzioni ponte per quanto riguarda le pensioni, in attesa della vera riforma, prevista per il 2024.

Dopo la stesura della Legge di Bilancio, il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha annunciato quelle che potrebbero essere le linee guida prese in considerazione dell’esecutivo per la riforma.

Vediamo insieme cosa ha detto in merito.

Pensioni: le parole del sottosegretario all’Economia

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Intervistato dal Messaggero, il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha annunciato:

La scelta è chiara. Quota 41 è un metodo, non uno spot. Solo ragioni di costo hanno richiesto l’inserimento di un coefficiente anagrafico a 62 anni, ma il futuro è verso l’azzeramento progressivo del limite di età. Quindi si potrà andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.

L’obiettivo del governo, dunque, è quello di rendere Quota 41 strutturale, senza alcun vincolo al limite di età.

Opzione Donna: perché è cambiata

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Il prossimo anno, Opzione donna sarà confermata per tre categorie specifiche di lavoratrici: caregiver, invalide almeno al 74% licenziate e dipendenti da aziende con tavolo di crisi.

Inoltre, l’età prevista per accedere all’opzione di pensionamento anticipato è pari a 60 anni e può essere ridotta di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, con 35 anni di contributi.

Opzione Donna è stata modificata dalla nuova Finanziaria, e il sottosegretario all’Economia ha spiegato i motivi:

Non era sostenibile economicamente nella versione conosciuta sino ad oggi. Vedremo di trovare una quadra migliorativa.

La rivalutazione delle pensioni

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Per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, Freni ha dichiarato:

Abbiamo scelto di supportare in modo deciso i redditi medio bassi, limitando la rivalutazione previdenziale solo a determinate fasce. Abbiamo creduto giusto supportare chi ha più bisogno, chi a fronte dell’inflazione galoppante ha perso maggiore potere di acquisto, partendo dalle pensioni più basse. È stata una scelta politica.