Pensioni: chi avrà l’assegno più basso?

Si è parlato lungamente degli aumenti delle pensioni che dovrebbero avvenire a partire dal mese di Febbraio. Gli aumenti sono legati all’adeguamento all’inflazione, in particolare per le pensioni superiori ai 2100 euro, ma ci saranno anche dei tagli. Vediamo le novità nel seguente articolo.

Pensioni

Dal 1° marzo 2023 gli importi delle pensioni sopra i 2.100 euro saranno aumentati per effetto dell’inflazione. Entra in campo, infatti, il meccanismo della cosiddetta rivalutazione automatica delle pensioni, grazie al quale l’importo percepito viene adeguato al caro prezzi registrato nei 12 mesi precedenti.

Ma non si registreranno solo aumenti: per qualcuno la pensione subirà un ribasso. Vediamo tutto quello che c’è da sapere nel seguente articolo.

Pensioni: di quanto saranno tagliate?

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Vediamo di quanto saranno tagliate le pensioni nel 2023 e per quale motivo. Per tutto l’anno in coso si è scelto di rivalutare gli importi mensili delle pensioni al 7,3%, mentre dal 2024 la rivalutazione sarà dell’8,1%. Ma siamo sicuri che la pensione stia aumentando? Vediamo un esempio.

Pensioni: ecco perché non stanno aumentando

Chiariamo i dubbi a riguardo andando a spiegare perché le pensioni non stanno aumentando. Prendiamo come esempio una pensione di 2.500 euro, che con le precedenti regole avrebbe goduto di un aumento pari a:

  • più 7,3% per i primi 2.101,53 euro: 153,41 euro;
  • più 6,57% (90% del tasso) per la quota restante, ossia 398,47 euro: 26,17 euro.

Si tratta di un aumento di 180 euro mensili. Ma con le nuove disposizioni della Legge di Bilancio questo aumento non ci sarà, in quanto aumenteranno di 155 euro.

Pensioni: quanto si perde al mese?

Viene spontaneo intuire dunque che per un pensione con importo mensile di 2.500 euro, l’aumento sarà di 155 euro contro i 180 che sarebbero dovuti essere. Dunque il taglio sulle pensioni è di circa 25 euro.

Taglio pensioni: aumenta con l’importo mensile

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Ovviamente seguendo questo meccanismo, le pensioni stanno subendo dei tagli in scala, che aumentano con l’aumentare dell’importo dell’assegno mensile. Ad esempio una pensione da 3.000 euro andrà a subire un taglio di 92 euro, mentre una da 4.000 euro addirittura di 126 euro.

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