Pensioni: chi ha diritto alla rivalutazione nel 2023?

Arrivano buone notizie per quanto riguarda le pensioni: color che hanno una pensione al di sotto del minimo godranno di un aumento sull’importo a partire dal 2023. Tutto questo è previsto dalla nuova Legge di Bilancio, vediamo i dettagli della vicenda nel seguente articolo.

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Anche se le pensioni sono state fortemente danneggiate dalla nuova Legge di Bilancio, almeno nel breve termine, arrivano buone notizie per coloro che hanno pensioni al di sotto del minimo. Nel 2023 infatti arriveranno delle rivalutazioni importanti, ma non quanto sperato. La promessa era di un aumento del 120%, ma questo sarà sicuramente inferiore.

Oltre alla rivalutazione standard, ci sarà anche un aumento di circa 8 euro al mese. Vediamo come cambieranno le pensioni nel 2023.

Pensione minima: nuovo importo per il 2023

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Vediamo quali sono i nuovi importi per le pensioni minime per color che la ricevono inferiore a questo limite. Il tasso di rivalutazione accertato per il 2023 è pari al 7,3%. Questa percentuale si applica per intero ai trattamenti inferiore a 4 volte il trattamento minimo; per ovvi motivi, quindi, anche sulla stessa pensione minima. Al momento la pensione minima è di 525,38 euro mensili.

Ora con le rivalutazioni in essere a partire da Gennaio 2023, l’importo mensile della pensione minima sarà pari a 563,73 euro, a fronte di un aumento mensile di 38,35 euroIn totale l’importo annuo salirà 7.328,49€.

Trattamento minimo: a quanto ammonta l’integrazione?

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Vediamo a quanto ammonterà l’aumento della pensione minima, per coloro che percepiscono un importo inferiore a 563,73 euro. Per queste persone la pensione sarà portata fino a suddetto importo, ma non basta solo il requisito economico, ce ne sono degli altri.

In primis, è necessario che la pensione sia stata calcolata almeno per una parte con il sistema retributivo. L’integrazione al trattamento minimo, infatti, non spetta ai contributivi puri, ossia a coloro che hanno iniziato a versare contributi successivamente alla data dell’1 gennaio 1996.

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