Pensioni: come cambiano nel 2023?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/12/2022

Uno dei temi più dibattuti all’interno della Legge di Bilancio è senza dubbio quello relativo alle pensioni. La volontà del Ministro dell’Economia Giorgetti è quella di togliere risorse ora per favorire un domani pensionistico migliore. Ad ogni modo da Gennaio si assisterà ad una sostanziale modifica: vediamo i dettagli della vicenda insieme.

Pensioni

Quale obiettivo si è posto il governo relativamente alle pensioni e alle riforme di sistema? Stando a quanto annunciato dagli esponenti del governo, l’obiettivo è quello di passare interamente a Quota 41 entro il 2026. Le novità principali sono una minor tassazione per i fondi pensione, insieme al garantire ai giovani una copertura previdenziale maggiore tramite il riscatto della laurea e il bonus per le lavoratrici madri.

Vediamo tutte le principali novità nel seguente articolo.

Pensioni: aumenta la spesa pubblica nel 2023?

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Per quanto riguarda il mondo delle pensioni, oltre alle sopracitate novità introdotte con la Legge di Bilancio, si dovrà fare i conti con l’aumento della spesa pubblica che ci sarà a partire dal 2023. La spesa totale per le pensioni viene vista al rialzo a causa dell’inflazione: il prossimo anno è prevista in crescita dell’8,1% (contro il 3,9% del 2022) e quello successivo del 7,5%, salendo dagli attuali 297,3 miliardi di euro, rispettivamente, a 321,3 e poi a 345,3 miliardi di euro.

L’attenzione del governo in fase di Legge di Bilancio è stata infatti orientata verso il recupero di soldi per cercare di tamponare il più possibile.

Pensioni: Quota 41 sarà l’obiettivo

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Tutti questi interventi strutturali sono finalizzati al raggiungimento entro il 2026 di Quota 41, ossia la possibilità di andare in pensioni con almeno 41 anni di contributi versati. Questo prescinde dall’età anagrafica e consentirà dunque l’uscita anticipata a molto italiani. Quota 41 viene apprezzata anche dai sindacati, i quali però chiedono comunque un sistema più flessibile.

Per flessibilità s’intende immettere misure che consentiranno di lasciare il mondo del lavoro già all’età di 62-63 anni.