Pensioni, dietrofront su Opzione Donna: tolto il requisito “figli”?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
27/11/2022

Opzione Donna sarà disponibile anche nel 2023, ma se inizialmente la legge di bilancio voleva modificare i requisiti per accedere alla pensione anticipata, sembrerebbe che il governo abbia deciso di fare un passo indietro. Ma per quale motivo? Vediamo insieme.

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L’attuale governo Meloni ha deciso di prorogare Opzione Donna anche per il 2023. Si tratta dell’opzione di pensionamento anticipato che spetta a quelle donne che hanno raggiunto i 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome con 35 anni di contributi.

Nel testo della Manovra approvato dal Consiglio dei Ministri, era stato inserito un altro requisito per poter accedere alla pensione anticipata in questione, secondo cui era prevista una rimodulazione della soglia anagrafica sulla base dei figli a carico. Tuttavia, sembrerebbe che l’esecutivo ci abbia ripensato: vediamo insieme cosa è cambiato.

Opzione Donna: addio al requisito relativo alla prole?

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Secondo il precedente testo della legge di bilancio, Opzione Donna sarebbe stata confermata con il 2023 ma con una riformulazione dei requisiti. Per accedere alla pensione anticipata, infatti, l’esecutivo aveva deciso di cambiare i requisiti in base ai figli. Dunque, oltre che con 35 anni di versamenti, la pensione sarebbe spettata a 58 anni con due o più figli, a 59 con un solo figlio e a 60 anni per quelle senza “prole”.

Tuttavia, fin dall’annuncio della nuova soluzione, si sarebbero presentati dei dubbi sul rischio di incostituzionalità perché una distinzione tra lavoratrici con e senza figli potrebbe portare a sollevare la violazione del principio di uguaglianza. Per questo motivo, il ministero del Lavoro avrebbe decido di procedere con una valutazione attenta sulla possibilità di ricorrere alla proroga secca, senza modificare i requisiti.

Opzione Donna: come funziona adesso

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Introdotta nel 2019, l’Opzione Donna consiste nella possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro per le lavoratrici dipendenti di 58 anni e autonome di 59 anni che abbiano versato 35 anni di contributi previdenziali.

Secondo quanto previsto dal decreto n. 78/2010, il diritto alla decorrenza alla pensione scatta dopo:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti previsti per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi dal raggiungimento dei requisiti per le lavoratrici autonome.