Pensioni, doppio bonus in arrivo: oltre 100 euro in più

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
22/11/2022

Tra gli interventi inseriti in Manovra alcuni riguardano le pensioni e in particolare è prevista l’introduzione di un doppio bonus. Vediamo insieme di cosa si tratta e a chi spetta.

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La Manovra è stata approvata dal Consiglio dei Ministri ieri sera e sono diversi gli interventi previsti dal provvedimento per quanto riguarda il sistema pensionistico.

Nello specifico, la nuova Legge di Bilancio prevede l’introduzione di Quota 103 con almeno 62 anni di età e 41 di contributi, una stretta sul recupero dell’inflazione per le pensioni più alte e la conferma di Opzione donna – anche se con alcune modifiche – e dell’Ape sociale.

Inoltre, la Manovra presenta un doppio bonus per le pensioni. Infatti, gli assegni minimi saliranno del 20% rispetto alla rivalutazione piena del 7,3%, mentre chi decide di rinviare l’uscita dal mondo del lavoro riceverà un incentivo di quasi il 10% sulla busta paga mensile.

Pensioni: indicizzazione al 120%

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A partire da gennaio 2023, le pensioni minime beneficeranno di un’indicizzazione del 120%, vale a dire il 20% in più di quella “piena” del 7,3% già prevista dal decreto firmato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. In questo modo, il minimo importo di 523,38 euro aumenterà di circa 45 euro al mese, senza contare gli effetti dell’anticipo della rivalutazione del 2%.

Come riportato dal Corriere della Sera, si tratta di un bonus da oltre 100 euro:

Scorporato l’adeguamento che sarebbe comunque scattato con la perequazione del 100%, l’ulteriore crescita dell’assegno è di 8 euro al mese. Che si traduce in un bonus di 104 euro l’anno, sempre partendo dal livello minimo del 2022.

Bonus Maroni: l’incentivo del 10% per chi rinvia l’uscita

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Nonostante l’opzione proposta dal ministro Giorgetti fosse stata inizialmente accantonata, il governo Meloni sembra averci ripensato.

Infatti, la nota divulgata da palazzo Chigi e Mef in merito all’approvazione del disegno di legge di bilancio da parte del Consiglio dei ministri parla di una decontribuzione del 10% per chi decide di rinviare l’uscita dal lavoro una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, l’aumento dello stipendio sarebbe pari alla quota contributiva a proprio carico (9,19%) che non verrebbe più versati: la pensione dovrebbe infatti rimanere quella maturata al momento del raggiungimento dei requisiti per l’uscita.