Pensioni e riforma IRPEF: chi ci guadagna e chi ci perde

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
12/01/2023

La riforma IRPEF attesa nei prossimi mesi potrebbe influenzare anche gli assegni dei pensionati, alcuni dei quali potranno beneficiare della riforma, mentre altri saranno soggetti a una perdita. Vediamo insieme.

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Oltre alla rivalutazione delle pensioni che ha permesso un aumento degli importi, nei prossimi mesi i pensionati potrebbero godere di un ulteriore guadagno grazie alla riforma delle aliquote IRPEF.

L’intenzione del governo è quella di diminuire gli scaglioni da quattro a tre e per alcuni si tradurrà in un aumento dell’imposta, mentre per altri significherà un risparmio, come per i percettori dell’assegno pensionistico.

Vediamo insieme come potrebbero cambiare le aliquote IRPEF e quali saranno gli effetti sulle pensioni.

Riforma IRPEF: come cambiano le aliquote

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Ad oggi, il sistema in vigore per tassazione e aliquote Irpef prevede 4 scaglioni:

  • reddito fino a 15mila euro, aliquota al 23%;
  • reddito compreso tra i 15mila e i 28mila euro, aliquota al 25%;
  • reddito compreso tra i 28mila e i 50mila euro, aliquota al 35%;
  • reddito oltre i 50mila euro, aliquota al 43%.

L’obiettivo dell’esecutivo è quello di ridurre gli scaglioni da 4 a 3, suddividendo il sistema nel seguente modo:

  • chi possiede un reddito di 15mila euro con un’aliquota del 23%;
  • chi possiede un reddito compreso tra 15mila e 50mila euro con un’aliquota del 27%;
  • chi possiede un reddito oltre i 50mila euro con un’aliquota del 43%.

Si sta valutando anche la possibilità di modificare la soglia massima della seconda aliquota, che potrebbe scendere da 50mila a 48mila o 47mila euro, ma la discussione è ancora aperta.

Pensioni: chi ne beneficerà

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A beneficiare della riforma IRPEF saranno quei pensionati che rientrano nella fascia che va dai tra i 28.001 e i 50.000 euro, (o 47/48 mila euro), per i quali l’aliquota scenderebbe dal 25% al 27%.

Penalizzati dalla rivalutazione delle pensioni, ridotta dal governo Meloni per coloro che hanno un assegno superiore all’incirca a 2.100 euro, i pensionati con un reddito annuo medio alto potrebbero beneficiare di un considerevole aumento dell’importo netto se la riforma IRPEF venisse confermata. Infatti, secondo le prime stime, chi ha una pensione o un reddito annuo intorno ai 40.000 euro, avrà circa 100 euro, al massimo 120 euro, in più al mese.

Per quanto riguarda i redditi più bassi, come chi ha un reddito da 30.000 euro, attualmente l’imposta dovuta è di circa 7.400 euro. Con la riforma IRPEF e dunque con un 23% per i primi 15.000 euro e un 27% per i residui, ne risulterebbe un Irpef di 7.500 euro, quindi circa 100 euro in più l’anno, vale a dire 7,50 euro (netti) di pensione ogni mese. Lo stesso vale per chi ha un reddito di 20.000 euro, il quale si troverà a pagare circa 100 euro in più l’anno.

A beneficiarne, quindi, sarà la sola classe media, mentre per tutti gli altri, la maggioranza in realtà, la pensione netta potrebbe essere persino più bassa.