Pensioni, Giorgetti: “Le risorse per quota 41 potrebbero arrivare dal reddito di cittadinanza”

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
11/11/2022

Il ministro Giorgetti ha dichiarato che una parte delle risorse necessarie a finanziare la riforma delle pensioni potrebbe derivare dalla revisione del Reddito di cittadinanza. Vediamo insieme quali sono le sue intenzioni.

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L’intenzione di riformare il Reddito di cittadinanza da parte del governo Meloni è ormai chiara. In particolare, l’esecutivo ha intenzione di fare in modo che chi rifiuterà la prima offerta di lavoro perderà il diritto all’assegno.

Ma cosa c’entra la riforma del Reddito di cittadinanza con le pensioni? A spiegarlo è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che è attualmente al lavoro sul nuovo piano di pensionamento per il 2023.

Pensioni, il piano di Giorgetti per il Rdc

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Una delle ipotesi al vaglio dei tecnici del Ministero del Tesoro per quanto riguarda la riforma del sistema pensionistico è Quota 41. Durante l’audizione nelle commissioni speciali di Camera e Senato sulla Nadef, il ministro Giorgetti ha dichiarato:

Questa misura non è esclusa. Rientra esattamente nella logica che ho ripetutamente annunciato: che nell’ambito della voce ci dovrà essere un qualche tipo di compensazione. A titolo meramente indicativo, può darsi che qualche tipo di economia possa derivare dal Reddito di cittadinanza e dalla sua manutenzione e qualche altra voce potrà essere finanziata.

Dunque, la riforma del Reddito di cittadinanza farà in modo che le risorse risparmiate vengano riutilizzate per finanziare l’opzione di pensionamento.

Reddito di cittadinanza: le modifiche del governo Meloni

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L’idea di Fratelli d’Italia è quella di sostituire il Reddito di cittadinanza con il Reddito di sussistenza. Quest’ultimo sarà tolto dalle competenze dell’Inps e sarà affidato ai Comuni, che avranno la responsabilità di individuare i soggetti effettivamente fragili da proteggere. Tuttavia, i criteri da seguire non sono ancora stati resi noti.

Difficilmente le modifiche arriveranno con la Legge di Bilancio che deve essere approvata entro il 31 dicembre. Perciò, la prima sostanziale modifica al reddito di cittadinanza quindi dovrebbe essere quella di limitare a una l’offerta di lavoro congrua prima del decadimento del sussidio.