Pensioni: importi più elevati nel 2023?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
05/12/2022

Con la nuova Legge di Bilancio, cambiano i valori delle pensioni, che seguiranno un’indicizzazione del tutto differente in particolare per quanto riguarda le tempistiche. A proposito, gli aumenti delle pensioni seguiranno ci saranno ogni tre mesi e non più ogni anno. Vediamo tutte le novità a riguardo nel seguente articolo.

Pensioni

Dal prossimo anno cambierà il metodo di calcolo delle pensioni. Tale modifica è stata ideata a fronte della crescente e sempre più preoccupante inflazione. Il sistema nuovo infatti prevede che la rivalutazione, detta anche “perequazione”, avvenga non più una volta all’anno, bensì ogni tre mesi.

L’adeguamento per il 2023 è stato fissato al 7,5%, ma le successive modifiche ci saranno non più dopo un anno, ma ogni tre mesi.

Pensioni: nuovo metodo di indicizzazione

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Cambia del tutto la modalità di calcolo delle pensioni in base all’inflazione. Tale sistema, detto anche “perequazione”, per come è ideato ora prevede che tale meccanismo si vada ad attivare ogni anno, mentre con le modifiche della Legge di Bilancio questo accadrà ogni tre mesi. Questa ipotesi è stata paventata per far fronte all’inflazione.

L’aumento delle pensioni non coinvolgerà però tutti i pensionati, bensì solamente coloro che la cui pensione non supera di 4 volte il trattamento minimo, quindi circa 2.100 euro. Coloro che hanno un assegno elevato, subiranno degli aumenti in base al reddito.

Pensioni: cos’è la scala mobile?

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Vediamo ora cos’è e come funziona il sistema della scala mobile delle pensioni. Tale strumento economico è utilizzato in Italia fino al 1992: cosa s’intende nel dettaglio? Riguarda l’indicizzazione dei salari in funzione degli aumenti dei prezzi al fine di contrastare la diminuzione del potere d’acquisto. Questo sistema è stato soppresso nel 93, ma a partire dai primi anni 2000 i governi hanno mostrato la volontà di reinserirlo.

La proposta espressa dal governo Meloni è una sorta di ritorno alla scala mobile che vuole adeguare le pensioni e, forse, anche i salari in relazione al costo della vita.