Pensioni: ipotesi 63 anni con importo ridotto

17/07/2021

Il presidente dell’INPS Paquale Tridico ha avanzato una nuova proposta in materia di pensioni. L’idea consiste in una pensione anticipata ma con importo minore, secondo un sistema a scaglioni. Scopriamo insieme cosa prevede nel dettaglio la proposta avanzata e quali sono i sistemi attualmente vigenti. 

Old people making photo selfie vector illustrationL’addio definitivo a Quota100 e il ritorno alla Legge Fornero ha portato a galla tante nuove proposte di revisione del sistema previdenziale.

Tra queste troviamo quella avanzata da Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, che ha suggerito l’introduzione di un sistema a scaglioni in grado di consentire ai contribuenti di andare in pensione a 63 anni, ma con un importo ridotto.

Pensioni: la proposta di Tridico

57646-minLa proposta del presidente Tridico prevede che l’INPS permetta ai contribuenti di andare in pensione anticipatamente, ma con un compromesso: l’importo della pensione verrà decurtato.


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In tal modo, il lavoratore potrà andare in pensione all’età di 63 anni, scegliendo così di interrompere definitivamente la propria professione e ricevere la pensione contributiva.

Inoltre, la proposta prevede l’introduzione di un sistema a scaglioni con importi diversi a seconda dell’età del lavoratore.

Ovviamente, se si decide di andare in pensione anticipatamente si dovrà accettare un importo minore, pari ai contributi maturati fino ad allora.

Come funziona il sistema contributivo

Man life cycle conceptIl calcolo delle pensioni prevede due metodi diversi: la pensione contributiva e la pensione di vecchiaia.

La riforma delle pensioni del 2011 ha introdotto la pensione contributiva, la quale prevede che l’importo della pensione sia determinato dall’ammontare dei contributi maturati, secondo il principio “più versi, più avrai”.

Questo tipo di sistema prevede che l’importo della pensione venga determinato dalla somma dei contributi versati e rivalutati durante la vita lavorativa. La somma viene poi convertita in pensione secondo coefficienti di trasformazione che cambiano in base all’età del contribuente. Maggiore sarà la sua età, maggiore sarà l’importo della pensione.

La pensione di vecchiaia consiste, invece, in una prestazione vitalizia di natura previdenziale ed economica, e possono usufruirne coloro che hanno raggiunto il limite massimo d’età, 67 anni, insieme ad una determinata anzianità contributiva. I requisiti di accesso cambiano in base alla data di inizio attività, dalla tipologia di lavoro svolto e dal sistema di calcolo con cui il trattamento viene liquidato.


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