Pensioni, la proposta di Giorgetti: incentivi in busta paga per chi rinvia l’uscita

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
13/11/2022

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto di introdurre un incentivo in busta paga per quei lavoratori e quelle lavoratrici che decideranno di rimandare l’uscita dal mondo del lavoro. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Dal 22 ottobre, giorno in cui ha prestato giuramento come ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti è al lavoro sulla riforma delle pensioni.

Sono diverse le ipotesi che sono circolate nell’ultimo periodo ma nell’ultime ore è arrivata una nuova indiscrezione. Sembrerebbe, infatti, che il ministro voglia introdurre la possibilità di uscire dal mercato del lavoro prima dei 67 anni di età ma introducendo un incentivo per chi decide di lavorare ancora quale anno.

Vediamo insieme cosa prevede la proposta di Giorgetti.

Pensioni: incentivo del 10% per chi rinvia il ritiro

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L’idea del nuovo ministro dell’Economia è quella di premettere a lavoratori e lavoratrici di lasciare il lavoro a 62 o 63 anni, con un congruo numero minimo di anni di contributi.

Tuttavia, per coloro che decidono di lavorare ancora per qualche anno, almeno fino ai 67 anni di età (soglia prevista dalla Legge Fornero), si introdurrà un incentivo in busta paga, di circa il 10 per cento, con potenziali costi minori per Stato e imprese, che non dovrebbero più versare i contributi assieme al lavoratore, che si ritroverebbe un lieve aumento sullo stipendio.

L’azienda potrebbe godere di un calo del costo lordo del lavoro, il dipendente di una busta paga più alta. Poi il pensionamento avverrebbe sulla base dei contributi accumulati fino al momento in cui il lavoratore ha scelto questa opzione, senza contare l’anzianità degli ultimi anni di lavoro incentivato.

L’obiettivo è quello di evitare di gravare sui costi in termini netti nel medio-lungo periodo ma nel frattempo fare in modo che le aziende non perdano i lavoratori difficilmente sostituibili nel breve periodo, alla luce dell’esperienza e delle competenze maturate.

La spesa per le pensioni

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Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, si prevede che in base alle tendenze attuali il costo delle pensioni in Italia salirà di 58 miliardi al 2025.

Un aumento che corre al doppio della velocità rispetto a quello dei contributi. Il loro flusso dovrebbe infatti salire di 32 miliardi ed essere già a metà di questa legislatura inferiore di 59 miliardi all’anno rispetto alle pensioni da pagare.