Pensioni: maggiori tutele per i contributivi puri

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
03/12/2021

La nuova Legge di Bilancio prevede maggiori tutele per i pensionati rientranti nel sistema della contribuzione pura. Il tutto però dipende dall’approvazione o meno dell’emendamento Nannicini, fondamentale per ottenere tali tutele. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Pensione

C’è un’importante novità sul tema pensioni: potrebbe essere introdotta la così detta pensione di garanzia per tutti coloro che rientrano nel sistema contributivo puro. Tale novità è sicuramente legata alla necessità di riforma dell’attuale sistema contributivo che, come detto anche dal premier Draghi, deve essere migliorato.

Il rischio è che si vada in pensione sempre più tardi e con pensioni sempre più basse. Vediamo in cosa consiste la novità per le pensioni contributive pure.

Pensione di garanzia: ecco le risorse stanziate per la riforma

Pensione

Non si ha ancora la certezza assoluta che la pensione di garanzia possa essere introdotta nella nuova Legge di Bilancio, ma nel mentre cerchiamo di fare chiarezza sul tema. Per ora è presente un emendamento proposto da Nannicini, economista PD, che tra le altre cose propone di instaurare un fondo per la pensione di garanzia dei giovani e meno giovani post 1996. Questo dovrebbe essere operativo dal 1° Gennaio 2024, con un ammontare di risorse disponibili pari a 2,9 miliardi.


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L’obiettivo è quello di mandare in pensione il futuro dell’Italia, ossia i lavoratori dopo il 1996, con una pensione che sia adeguata relativamente al futuro costo della vita.

Pensione di garanzia: vediamo come funzionerebbe

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Il meccanismo della pensione di garanzia avrebbe un funzionamento particolare, necessario a combattere varie problematiche dell’attuale mercato del lavoro, poco flessibile e che tende a garantire pensioni sempre meno adeguate. Stando all’emendamento, il nuovo fondo servirebbe a:

“riconoscere il diritto all’integrazione del trattamento pensionistico spettante e una maggiorazione dell’importo minimo di pensione di garanzia, in funzione della più equa valorizzazione della carriera contributiva del lavoratore“.

Se si considera che i contributivi puri ad oggi non hanno diritto al minimo di pensione, la nuova prospettiva dell’emendamento è di valore assoluto e si prefissa l’obiettivo di risolvere tale problema.