Pensioni: Opzione Donna entra in vigore per sempre?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
10/03/2022

Proprio nel giorno della festa della Donna, martedì 8 Marzo, è stato annunciato che molto probabilmente Opzione Donna diventerà parte integramente del sistema pensionistico italiano. Ad oggi infatti è una di quelle opzioni da rinnovare periodicamente: approfondiamo la questione.

Pensione

Opzione Donna fissa nell’ordinamento? Secondo indiscrezioni il Ministro del Lavoro Orlando è al lavoro in queste ore assieme ai sindacati per cercare di trovare un’intesa sulla conferma definitiva dell’opzione pensionistica destinata alle donne. Ad oggi infatti Opzione Donna è una di quelle misure pensionistiche soggette a rinnovo annuale.

Si tratta di un meccanismo che consente alle donne di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, a prescindere che queste siano dipendenti o autonome. Andiamo ad analizzare i dettagli della vicenda insieme.

Opzione Donna: si va verso la conferma definitiva

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Come trapelato dal Ministero del Lavoro, si sta lavorando affinché Opzione Donna diventi parte integrante del sistema pensionistico italiano, dato il grande successo e il grande valore sociale che sta avendo. Il Ministro Orlando ha affermato che:

“Credo che il confronto debba ripartire tenendo conto del fatto che il lavoro per la donna è sempre doppio e il riconoscimento dei percorsi che portano alla pensione dovranno includere proprio questo dato.”

I tentativi del Ministro sono per far diventare l’opzione strutturale o al minimo pluriennale nell’ordinamento.

Ricalcolo contributivo: sarà esteso a tutte le altre pensioni?

Pensione

Opzione Donna è uno di quei meccanismi pensionistici che utilizza il ricalcolo contributivo come metodologia per stabilire la pensione mensile spettante. Il governo sta valutando se estendere tale istituto a tutte le tipologia di opzioni pensionistiche presenti nel sistema italiano.

I sindacati però non sembrano allineati con tale prospettiva in quanto si andrebbe ad avere una pensione più bassa di quella spettante. Al netto di questo, l’opzione consentirebbe l’uscita dal mondo del lavoro a circa 64 anni, addirittura 63 con determinati requisiti.