Pensioni, Opzione Donna: gli svantaggi rispetto alla pensione di vecchiaia

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/12/2022

Anche nel 2023 sarà possibile usufruire di Opzione Donna per quelle lavoratrici che possiedono i requisiti richiesti per accedervi. Tuttavia, si tratta di una forma di pensionamento penalizzante. Vediamo insieme perché. 

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Opzione Donna è stata confermata anche per il 2023. Si tratta di una forma di pensionamento che consente alle lavoratrici di andare in pensione a 58-59 anni con 35 anni di contributi versati.

Tuttavia, si tratta di un’opzione considerata penalizzante, in quanto la pensione decorre dopo 12 mesi dalla richiesta (dopo 18 mesi per le autonome) e il calcolo della rendita avviene esclusivamente con sistema contributivo. Inoltre, è applicato un coefficiente di trasformazione basso per via dell’età.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti più penalizzanti di Opzione Donna.

Opzione Donna: perché è penalizzante

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Le lavoratrici che scelgono Opzione Donna devono considerare che il loro assegno subirà una penalizzazione. Secondo la legge, infatti, le lavoratrici che decidono di uscire dal mondo del lavoro prima dei sessant’anni subiscono un significativo taglio rispetto all’importo previsto per la pensione di vecchiaia.

Il taglio è dovuto dal sistema di calcolo della pensione che avviene esclusivamente con il metodo contributivo. In pratica, i periodi di lavoro e i versamenti che ricadono nel sistema retributivo (ante 1996) vengono “migrati”, pertanto non vi è accesso al sistema misto e liquidazione della pensione.

Inoltre, è necessario considerare il coefficiente di trasformazione del montante contributivo che a 58 anni di età è decisamente più basso rispetto ai 67 anni previsti dalla pensione di vecchiaia e pertanto determina un assegno più basso.  Si può, così, arrivare a perdere anche il 25% dell’importo previsto per la vecchiaia, ma anche solo il 10%. Dipende dagli anni e da quanti contributi si devono migrare dal sistema retributivo.

Opzione Donna: come cambia nel 2023

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Nonostante sia stata proroga per il 2023, Opzione Donna sarà soggetta ad alcune modifiche. Inizialmente si era parlato di un requisito anagrafico legato al numero dei figli, in seguito ad una conferma invariata ma soltanto per alcuni mesi.

Secondo le ultime indiscrezioni, il governo sta pensando di innalzare a 60 anni il requisito anagrafico contro lo schema attuale di 58 anni di età e 35 anni di contributi.