Pensioni: Opzione Donna sempre più usata

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
16/12/2022

Tra gli obiettivi dichiarati dal governo vi è quello di migliorare la situazione dei pensionati in Italia. L’obiettivo principale è chiaramente quello di evitare un ritorno integrale alla Legge Fornero, ma questo sarà possibile solo introducendo misure sostitutive. Una di queste è Opzione Donna: vediamo quali saranno le novità a riguardo.

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Opzione Donna è una misura pensionistica che ha riscontrato molto successo tra gli italiani, in quanto consente alle donne un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. L’iter approvativo sembrava giunto al termine, ma invece ci sono ancora dei dettagli da limare. In particolare si sta discutendo sulla clausola che lega l’uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli.

Vediamo come cambierà Opzione Donna e come si svilupperà la vicenda, nei prossimi paragrafi.

Opzione Donna: come funziona?

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Vediamo in primis com’è strutturata Opzione Donna, stando a quanto è trapelato dal Parlamento. L’ultima versione presentata è molto restrittiva, ovviamente prendendo come paragone la versione originaria. Cosa s’intende però per limitata? La possibilità di andare in pensione in anticipo infatti spetterebbe solamente a tre categorie ben distinte:

  • caregiver;
  • invalide almeno al 75% e licenziate;
  • dipendenti di aziende in crisi.

La soglia per andare in pensione con Opzione Donna è stata fissata sui 60 anni, ma questa può scendere di un anno o anche due in base al numero di figli presenti nel nucleo familiare. Ma tutto questa sta avvenendo non senza discussioni.

Opzione Donna: su cosa si sta discutendo?

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Ebbene è proprio quest’ultima clausola citata il cuore del problema della mancata approvazione di Opzione Donna. Si sta discutendo molto in quanto il testo così com’è scritto ora sembra andare a penalizzare fortemente coloro che non hanno figli. Si sta lavorando alla Camera dei Deputati per cercare di trovare la quadra alla misura, ma non sarà semplice.

Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di eliminare del tutto il passaggio, rinviando comunque l’intero tema alla riforma complessiva delle pensioni da fare il prossimo anno.