Pensioni: “Opzione Tutti” è davvero conveniente?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
10/11/2021

In attesa di conferme ufficiali, che arriveranno dalla Legge di Bilancio, prende piede l’idea di modificare il sistema pensionistico italiano, introducendo Opzione tutti. Questa dovrebbe essere operativa dal 2023, ma sarà veramente conveniente? Scopriamolo insieme!

INPS

Quota 100 è ormai ai saluti e il governo sta lavorando duramente per tracciare la strada del futuro sistema pensionistico. Per il 2022, sembra ormai certa la conferma di Quota 102, sistema analogo a Quota 100. Ma per il futuro? Il sistema pensionistico italiano ha bisogno di essere riformato, ma Draghi ha auspicato calma per poter formulare il sistema al meglio.

Per il 2023 si sta considerando la proposta di attuare Opzioni tutti, un programma che segue le dinamiche di Opzione donna: scopriamo come funziona e se è davvero conveniente.

Opzione tutti: con quanti anni di anticipo si potrà andare in pensione?

pensioni

Cerchiamo di capire insieme come funziona Opzione tutti, in particolare con quanti anni di anticipo si potrà andare in pensione. Come detto, il sistema segue la falsa riga di Opzione donna, quindi si tratta di pensione anticipata verosimilmente a 62 o 63 anni. Anche in questo caso vi sarà la distinzione tra lavoratore autonomo o dipendente.

Per quanto riguarda i contributi, Opzione tutti richiederà solo 20 anni di contributi versati. Vi è però una particolarità: a differenza di Quota 100, il ricalcolo contributivo viene effettuato per l’intera pensione. Questo è un punto molto negativo per coloro che rientrano nel sistema misto, in quanto la parte retributiva verrà ricalcolata come contributiva, facendo perdere molte somme.

Opzione tutti: assegno pensionistico più leggero?

Pensioni

Di quanto sarà più leggero dunque l’assegno? Per i soggetti interessati vanno fatte delle valutazioni attente, legate agli anni nel retributivo e quelli nel contributivo. Chi ha molti anni nel retributivo, non avrà molta convenienza ad utilizzare Opzione tutti, viceversa per chi non ne ha o ne ha pochi.

Per capire meglio, si riporta un esempio pratico di un eventuale lavoratore classe ’59:

  • lavoratore con 62 anni di età e 37 anni di contributi nel 2021: questo potrebbe accedere all’Opzione Tutti, ma il ricalcolo contributivo comporterà una perdita di circa 200€ al mese, visto che l’assegno riconosciuto sarà pari a 934€, anziché 1.181€ nel caso in cui avesse atteso fino ai 67 anni (taglio del 21%);
  • lavoratore con 63 anni e 35 anni di contributi: per questo il taglio sarebbe sempre di circa 300,00€ (20%), in quanto anziché una pensione di 1.094€ avrebbe diritto a un assegno mensile di 872€;
  • lavoratore che a 63 anni ha maturato 20 anni di contributi, di cui 10 nel retributivo e altrettanti nel contributivo. Questo avrebbe una pensione di appena 579€, a fronte dei 794€ riconosciuti al compimento dei 67 anni. Si tratta, dunque, di una decurtazione del 27%.