Pensioni penalizzate dalla rivalutazione: chi ci perde e quanto

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
22/11/2022

Le ultime indiscrezioni su ciò che sarà inserito nella Manovra per quanto riguarda le pensioni parlano di una riduzione della rivalutazione delle pensioni e dell’introduzione di un nuovo requisito per Opzione Donna. Vediamo insieme.

money-1005476_1920

In questi giorni il governo Meloni sta continuando a lavorare sulla nuova Legge di Bilancio, con un occhio di riguardo alle pensioni.

Oltre al nuovo meccanismo di uscita anticipata, che prevede l’estensione di Quota 41 ma con una soglia anagrafica fissata a 62 anni, sembrerebbe che l’esecutivo abbia deciso di retrocedere per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, con una riduzione per gli assegni più alti, e che voglia introdurre un nuovo requisito per accedere a Opzione Donna.

Ma vediamo insieme nel dettaglio.

Pensioni: come cambierà la rivalutazione

money-1005464_1920

Secondo le ultime indiscrezioni, la Manovra potrebbe contenere alcune modifiche al meccanismo di rivalutazione delle pensioni. Sembrerebbe, infatti, che la revisione del Reddito di cittadinanza non sia sufficiente a coprire la spesa necessaria per gli interventi desinati alla previdenza.

Pertanto, come riportato da Il Messaggero, si ipotizza una rivalutazione del 50% degli aumenti dei trattamenti che superano di quattro o cinque volte il minimo, ossia gli assegni che superano i 2.100 o 2.600 euro lordi mensili. Attualmente per i trattamenti compresi tra 4 e 5 volte il minimo è prevista una rivalutazione al 90% e al 75% per le pensioni sopra la soglia di 5 volte il minimo, che ora potrebbero scendere al 50%.

Per quanto riguarda le pensioni minime, a quest’ultime sarà applicata la rivalutazione del 7,3% come previsto dal decreto emanato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Opzione Donna: cosa cambia dal 2023

money-1005477_1920

Per quanto riguarda Opzione Donna, ossia l’uscita anticipata per le lavoratrici, è prevista l’introduzione di un nuovo requisito.

Secondo le ultime novità, l’opzione sarà prorogata anche nel 2023 ma sarà legata al numero di figli: si uscirà a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio, a 60 anni senza figli.