Pensioni: quando si rischia il ritorno della legge Fornero senza riforma

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
02/11/2022

Il nuovo governo Meloni sta lavorando alla riforma delle pensioni per evitare il ritorno della legge Fornero. Tuttavia, le risorse a disposizione non sono sufficienti affinché possano essere realizzati tutti i provvedimenti promessi in campagna elettorale.

Pensioni

Insediato da pochi giorni, il nuovo governo Meloni è già al lavoro sulla riforma delle pensioni per scongiurare il ritorno della legge Fornero. Quest’ultima, infatti, si prepara a tornare in vigore dal 1° gennaio 2023, a meno che l’esecutivo non intervenga con una nuova opzione di pensionamento.

Le ipotesi al vaglio sono diverse e i mesi a disposizione sono soltanto due, durante i quali il governo dovrà provvedere anche alla chiusura della sessione di bilancio.

Pensioni: il rischio di tornare alla legge Fornero

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Attualmente, non c’è nessuna proposta concreta sul tavolo che possa evitare il ritorno della legge Fornero nel 2023, ma le ipotesi prese in considerazione sono diverse.

Tuttavia, Giorgia Meloni ha già chiarito che le risorse a disposizione non consentiranno molto margine di manovra, soprattutto perché la maggior parte dovranno essere impiegate per contrastare il caro energia.

Ciò significa che buona parte dei provvedimenti che Fratelli d’Italia avrebbe voluto realizzare sono stati rinviati.

Pensioni: le ipotesi prese in considerazione

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Nel frattempo, Giorgia Meloni ha confermato la proroga di due delle misure pensionistiche in scadenza quest’anno, quali Ape Sociale e Opzione Donna. Inoltre, l’esecutivo avrebbe anche valutato la possibilità di introdurre Opzione Uomo, anche se sembrerebbe che questa idea sia già stata messa da parte.

Non si può dire lo stesso di Quota 102, la formula pensionistica che prevede l’uscita dal lavoro a 64 anni d’età con 38 di contributi. Introdotta solo per quest’anno dall’esecutivo a guida Mario Draghi, non è ancora chiaro se Meloni intenda rinnovarla o modificarla.

Nel frattempo, Matteo Salvini punta a Quota 41, la formula pensionistica che unisce 41 anni di versamenti e 61 o 62 anni di età.