Pensioni, Quota 102 in scadenza: cosa cambia dal 2023

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
27/09/2022

Il 31 dicembre 2022 scadrà Quota 102, insieme ad Ape Sociale e Opzione Donna. Pertanto, il nuovo governo Meloni dovrà occuparsi della riforma delle pensioni per evitare il ritorno alla Legge Fornero.

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Quota 102 è la misura introdotta dal governo Draghi per andare in pensione in anticipo, con 64 anni d’età e 38 di contributi, e scadrà il 31 dicembre 2022.

Dunque, i prossimi mesi saranno gli ultimi a disposizione per maturare il diritto alla prestazione, prima di tornare alla Legge Fornero, che prevede il pensionamento con 67 anni di età e 20 di contributi. Inoltre, a fine anno scadranno anche l‘Ape sociale e Opzione Donna.

Nel corso della campagna elettorale, il tema delle pensioni è stato trattato più e più volte dai partiti. Vediamo insieme come potrebbe cambiare il sistema a partire dal prossimo anno.

Pensioni: cosa cambia con Quota 102 in scadenza

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Insieme ad Ape Sociale e Opzione Donna, Quota 102 è in scadenza il 31 dicembre 2022, pertanto a partire dal prossimo anno si tornerà alla Legge Fornero. Ad occuparsene nei prossimi mesi sarà il nuovo governo nato dalle elezioni del 25 settembre 2022 con a capo Giorgia Meloni.

Quota 102 è stata introdotta dal governo Draghi con l’obiettivo di anticipare la pensione a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, agli artigiani, ai commercianti, ai coltivatori diretti e agli autonomi iscritti alla gestione separata INPS.

In questo modo è possibile andare in pensione con 64 anni d’età e 38 di contributi, contro i 67 anni d’età e 20 di contributi oppure 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne) a prescindere dall’età previsti dalla riforma Fornero.

Da gennaio 2023, pertanto, si tornerà ai requisiti previsti dalla Legge Fornero.

Pensioni 2023: la proposta del centrodestra

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La riforma delle pensioni è stata tra i temi più dibattuti in campagna elettorale e sarà al centro dell’azione del nuovo governo Meloni, che dovrà approvare una nuova legge per evitare il ritorno alla Legge Fornero.

La coalizione di centrodestra, formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che ha vinto con una maggioranza schiacciante concorda sulla necessità di innalzare le pensioni minime.

Il partito guidato da Giorgia Meloni, primo in Italia con circa il 26 per cento, propone di interrompere l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e il rinnovo di Opzione Donna.

La Lega, invece, supporta l’introduzione di Quota 41, la pensione anticipata con 41 anni di contributi versati, la pensione di vecchiaia a 63 anni con almeno 20 di contributi e il rinnovo dell’Ape Sociale. Per le donne inoltre, l’abbassamento di un anno dell’età pensionabile per ogni figlio.