Pensioni, Quota 103: come funziona e requisiti

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/11/2022

Dal 2023 sarà possibile accedere a Quota 103, l’opzione di uscita anticipata dal mondo del lavoro introdotta dal governo Meloni come soluzione “ponte” in attesa di una riforma più completa. Vediamo insieme come funziona.

retirement-plan-insurance-benefits-healthcare-concept

Durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Ministra del Lavoro hanno presentato le principali novità che riguarderanno le pensioni a partire dal prossimo anno, in particolare Quota 103.

In attesa di una riforma più completa, il governo ha deciso di introdurre una soluzione “ponte” che prevede l’uscita del mondo del lavoro con il raggiungimento dei 62 anni d’età e 41 di contributi. Chi rientra in questa finestra non potrà prendere una pensione superiore a 5 volte la minima, fino alla maturazione dei requisiti (cioè dai 62 ai 67 anni).

Quota 103 dal 2023: come funziona e chi può accedervi

money-1-min

Il disegno per la Legge di Bilancio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ed è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Giorgia Meloni.

Per evitare il ritorno della Legge Fornero, che prevede la pensione a 67 anni e 20 di contributi, oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi, l’esecutivo ha deciso di introdurre a partire da gennaio un nuovo meccanismo per l’uscita anticipata. Stiamo parlando di Quota 103, una sorta di Quota 41 ma con alcune modifiche.

Secondo questa opzione, nel 2023 andrà in pensione chi è in possesso dei seguenti requisiti:

  • 62 anni d’età;
  • 41 anni di contributi.

Il nuovo schema pensionistico, spiega la Premier, prevede alcune limitazioni, tra cui il massimo ottenibile fino alla maturazione dei requisiti:

Chi decide di entrare in questa finestra, fino a maturazione dei requisiti, non potrà prendere una pensione superiore a cinque volte la minima.

Chiaramente, poi, quando maturano i contributi, la pensione dipenderà da questi, dal sistema in cui si sta, e si torna a prendere la pensione che è stata maturata.

Bonus “Maroni”: cos’è e a chi spetta

money-2

La nota divulgata da palazzo Chigi e Mef in merito all’approvazione del disegno di legge di bilancio da parte del Consiglio dei ministri parla di una decontribuzione del 10% per chi decide di rinviare l’uscita dal lavoro una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, l’aumento dello stipendio sarebbe pari alla quota contributiva a proprio carico (9,19%) che non verrebbe più versati: la pensione dovrebbe infatti rimanere quella maturata al momento del raggiungimento dei requisiti per l’uscita.