Pensioni: si va verso l’uscita a 64 anni per tutti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
07/06/2022

Il governo sta iniziando a lavorare ad una prima bozza della riforma pensionistica per il 2023, considerata da molti la vera necessità dell’ordinamento italiano. Il ritorno alla Fornero si auspica sia limitato ad un periodo di tempo il più ristretto possibile: come sarà la nuova riforma?

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Tura aria di riforma del sistema pensionistico in Italia: l’attuale Quota 102 sta per concludere il suo (breve) cammino nell’ordinamento senza lasciare grandi lampi di utilità. Per l’esecutivo in forza dunque il tempo stringe se vi è la volontà di attuare una riforma che sia efficace ed utile allo stesso tempo. I dialoghi a riguardo tra le forze della maggioranza sono ormai fermi da tempo a causa del conflitto in Ucraina.

Cosa succederà dunque? Cerchiamo di fare chiarezza insieme!

Pensioni: le ipotesi per la riforma

Pensioni

Per valutare come potrebbe essere la nuova riforma delle pensioni, si è ricorso ad utilizzare delle simulazioni tecniche, che hanno evidenziato come con il ricalcolo contributivo la riduzione dell’assegno dei lavoratori in regime “misto” (mix di contributivo e retributivo per coloro che lavoravano prima del 31 dicembre 1995) oscillerebbe sostanzialmente tra il 10 e il 18%.

Con una riduzione massima del 18,6% del trattamento si permetterebbe di uscire dal mondo delle pensioni un numero ristretto di contribuenti: si tratta di coloro che hanno 17 anni di versamenti con il sistema retributivo.

Pensione a 64 anni: la posizione dei sindacati

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Cerchiamo di capire cosa ne pensano a riguardo i sindacati dei lavoratori, da sempre aventi un ruolo essenziale nella partita della riforma pensionistica. L’ipotesi di un’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni con il ricalcolo contributivo non entusiasma i sindacati, che preferirebbero anticipare di altri due anni la fascia di età pensionabile.

La via prediletta rimane quella dei 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età del lavoratore: con questi sarà concessa la pensione in qualsiasi momento. A livello politico tale visione trova d’accordo la Lega e buona parte del centrodestra, ad eccezione di Forza Italia.