Piano Nuove Competenze: di cosa si tratta?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
15/12/2021

E’ stato firmato l’importantissimo accordo legato alle Nuove Competenze. Il piano deve essere approvato in linea con il PNRR, per formare e garantire l’occupazione ai lavoratori del futuro. Scopriamo i dettagli del piano e quali novità ci saranno per il mondo del lavoro.

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Ai fini dell’ottenimento dei fondi europei del NextGen Fund, l’Italia ha dovuto porre in essere una serie di norme atte a migliorare molti aspetti del nostro ordinamento. Tra questi vi è anche il mondo del lavoro, inserito nell’accordo con una riforma delle politiche attive del lavoro.

Il Piano Nuove Competenze si rivolge a molti soggetti tra cui disoccupatibeneficiari del reddito di cittadinanza, giovani, NEET. Non ne sono esclusi però anche gli occupati, che dovranno seguire dei corsi di formazione.

Piano Nuove Competenze: di cosa si tratta?

Lavoro

Il Piano Nuove competenze è direttamente collegato con il PNRR, si legge infatti che “la sua adozione costituisce il raggiungimento del traguardo di cui alla Missione M5, componente C1, tipologia “riforma”, intervento “1.1 Politiche attive del lavoro e formazione”, del PNRR stesso.”

Nel decreto è possibile anche leggere quali sono gli obiettivi del Piano, ossia: “Riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizione e disoccupati, mediante il rafforzamento del sistema della formazione professionale e la definizione di livelli essenziali di qualità per le attività di upskilling e reskilling in favore dei beneficiari di strumenti di sostegno (NASPI e DIS-COLL), dei beneficiari del Reddito di cittadinanza e dei lavoratori che godono di strumenti straordinari o in deroga di integrazione salariale (CIGS, cassa per cessazione attività, trattamenti in deroga nelle aree di crisi complessa)”.

Quali saranno i beneficiari?

Lavoro

Vediamo ora per quali beneficiari è rivolto il Piano. Da quanto si legge dal contenuto del decreto, è possibile stabilire quali sono i beneficiari, ossia:

  • beneficiari delle indennità di disoccupazione NASPI e DIS-COLL;
  • beneficiari del reddito di cittadinanza;
  • lavoratori che godono di strumenti straordinari o in deroga di integrazione salariale (CIGS, cassa per cessazione attività, trattamenti in deroga nelle aree di crisi complessa);
  • giovani tra i 15 e i 25 anni e NEET (giovani che non si formano e non cercano un lavoro).

Vedremo in futuro se tale programma innovativo porterà dei miglioramenti tangibili al mondo del lavoro, in particolare riguardo a migliorare il punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro.