PMI, arrivano nuovi contributi a fondo perduto: importi e requisiti

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
25/05/2022

Arrivano nuovi contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese italiane. La tornata di ristori è stata indetta dal decreto Aiuti per fronteggiare gli effetti economici della crisi in Ucraina. Vediamo insieme tutti i dettagli.

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PMI: arrivano nuovi contributi a fondo perduto. La novità è contenuta nel decreto Aiuti: le imprese in possesso di determinati requisiti avranno la possibilità di accedere a ristori per un valore che può arrivare fino ad un massimo di 400.000 euro.

Vediamo nel seguente articolo chi sono i potenziali beneficiari delle somme.

PMI: in arrivo nuovi contributi

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Nuova tornata di contributi a fondo perduto per le PMI italiane. Ci sono anche loro tra i beneficiari indicati nel pacchetto di ristori presente nel decreto Aiuti, approvato in Consiglio dei Ministri il 2 maggio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 2022.

La misura di sostegno è destinata alle piccole e medie imprese che:

  • hanno subito un calo di fatturato;
  • sono chiamate a sostenere costi più alti;
  • hanno legami commerciali con i territori interessati dalla crisi ucraina.

I ristori possono arrivare fino ad un massimo di 400.000 euro ad attività e rientrano nel “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”.

Nuovi contributi PMI: a chi spettano?

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Potranno accedere ai contributi stanziati con il fondo per il sostegno alle attività danneggiate dalla crisi ucraina le piccole e medie imprese che rispondono ai seguenti requisiti:

  • aver realizzato negli ultimi due anni per almeno il 20% del fatturato aziendale operazioni di vendita di beni o servizi, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Russia o la Bielorussia;
  • aver registrato un incremento pari ad almeno il 30% del costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre precedente all’entrata in vigore del provvedimento rispetto allo stesso periodo del 2019 (per le imprese costituite dal primo gennaio 2020, il confronto è con il 2021);
  • aver subito nello stesso periodo un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019.