Pos, retromarcia sulla soglia dei 60 euro: cosa cambierà dal 2023

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
06/12/2022

Il governo Meloni ha deciso di alzare la soglia sotto alla quale i commercianti possono rifiutare il pagamento con Pos a 60 euro, ma la decisione è stata contestata da quasi tutte le parti. Così, nei prossimi giorni, Giorgia Meloni potrebbe prendere in considerazione una retromarcia sul tema dei pagamenti elettronici.

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La Legge di Bilancio così come è stata scritta fino ad oggi prevede l’innalzamento della soglia per l’obbligo di accettare pagamenti con il Pos pari a 60 euro.

La decisione del governo non è stata esente da critiche e la Premier Giorgia Meloni è stata accusata di voler favorire l’evasione fiscale in questo modo.

Alle critiche, la Presidente del Consiglio ha risposto tramite un video postato su Instagram che fa parte della sua nuova rubrica “Gli appunti di Giorgia” e durante una diretta Facebook.

Obbligo Pos sopra i 60 euro: retromarcia di Giorgia Meloni

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A proposito della nuova soglia per l’obbligo di accettare il pagamento con Pos, Giorgia Meloni ha affermato:

Sull’obbligo ci si accusa ‘volete impedire di pagare con moneta elettronica, volete favorire l’evasione’. Si sta valutando di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento con pos per piccoli importi: noi fino a 60 euro non vorremmo obbligare, ma quella di 60 euro è una soglia indicativa, può essere anche più bassa, su questo c’è una interlocuzione in corso con l’Ue.

La decisione del nuovo governo, infatti, è stata criticata sia dall’Unione Europea sia dalla Corte dei Conti, in quanto la non sanzionabilità dei rifiuti ad accettare pagamenti elettronici di un determinato importo possano risultare:

non coerenti con l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto nel Pnrr, e, segnatamente, con la riforma 1.12 del Pnrr (Riforma dell’Amministrazione fiscale), nell’ambito della quale la Missione 1 prevede specifiche misure volte, a contrastare l’evasione fiscale.

L’indicazione dall’Ue è attesa a breve, così come il giudizio complessivo sulla Manovra da 35 miliardi varata dal governo.