Prelievi e pagamenti in contanti: limiti e controlli

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
09/05/2022

Dal 1° gennaio di quest’anno il limite massimo per i pagamenti effettuati in contanti è fissato a 2.000 euro. Per il ritiro presso gli sportelli ATM, invece, non c’è ancora una soglia precisa da rispettare. Vediamo insieme tutti i dettagli.

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Qual’è il limite attuale per i pagamenti in contanti? In attesa di novità a partire dal prossimo anno, ad oggi la soglia massima si attesta a 2.000 euro (1.999,99 per essere precisi).

Per quanto riguarda il ritiro di contanti presso gli sportelli ATM, invece, non è previsto un limite definito, ma sopra determinate cifre si attiva automaticamente il sistema dei controlli.

Vediamo nel seguente articolo tutti i dettagli sul tema.

Contanti: i limiti per prelievi e pagamenti

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La normativa attuale impone ai cittadini il limite di 2.000 euro (1.999,99 per la precisione) per i pagamenti effettuati in contanti.

Il limite è valido sia per i pagamenti verso le aziende che per quelli destinati ad altre persone, compresi i compensi dei professionisti e i regali (come le donazioni a figli o parenti): in tutte queste situazioni, se l’importo è superiore a 1.999,99 euro vige l’obbligo di utilizzare necessariamente mezzi tracciabili, come bonifici bancari o postali, assegni, carte di credito o di debito, carte prepagate e bancomat.

Va specificato, tuttavia, che per le operazioni in contanti superiori al limite consentito la banca può chiedere all’utente di giustificare l’operazione: in base alla risposta di quest’ultimo, la stessa banca deciderà se segnalare o meno l’operazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.

Contanti: i limiti per i prelievi

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Per quanto riguarda il limite di contanti da ritirare, invece, non è previsto alcun tetto massimo per i privati. Tuttavia, il sistema dei controlli prevede che, nel caso in cui venga superata la soglia di 10.000 euro in un mese, l’istituto di credito è obbligato a chiedere spiegazioni a riguardo al proprio cliente, in base a quanto previsto dalla normativa in materia di antiriciclaggio.

Se si tratta di operazioni sospette, l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), avvisata dalla direzione centrale della banca, informerà la Procura della Repubblica, che a sua volta deciderà se avviare o meno eventuali indagini più approfondite.