Prezzi benzina e diesel, prorogato il taglio delle accise: fino a quando è attivo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
12/08/2022

Nonostante la recente flessione dei prezzi di benzina e diesel, è stato prorogato il taglio delle accise sui carburanti, con la scadenza che è passata dal 2 al 21 agosto. Vediamo insieme tutte le ultime novità a riguardo.

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Carburanti: prorogato il taglio delle accise rispetto alla precedente scadenza fissata per il 2 di questo mese. Fino al 21 agosto continuerà ad applicarsi il taglio di 30,5 centesimi al litro sul prezzo di benzina e gasolio e di 10,5 centesimi su quello del GPL.

Vediamo quali sono le novità a riguardo.

Carburanti: prorogato il taglio delle accise

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Il Governo ha deciso di prorogare fino al prossimo 21 agosto il taglio delle accise sul prezzo dei carburanti, pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Il taglio delle accise sul carburante, ricordiamo, prevede le seguenti riduzioni:

  • 25 centesimi in meno al litro per benzina e gasolio;
  • 8,5 centesimi in meno al litro per il GPL.

Sommando l’IVA, lo sconto totale per litro è pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Taglio accise: come viene finanziato

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Come avvenuto nelle scorse settimane, le minori entrate dovute al taglio delle accise sui carburanti saranno compensate dal maggiore gettito fiscale. Secondo l’articolo 1, comma 290 della Legge Finanziaria 2008, infatti:

Ai fini della tutela del cittadino consumatore, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, stabilite dal testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.