Prima rata IMU 2021: scadenza il 30 giugno

27/06/2021

Il 16 giugno è scaduto il pagamento dell’acconto IMU 2021. Tuttavia, è prevista una seconda data di scadenza per la prima rata, ossia quella del 30 Giugno, che riguarda specifiche categorie. Vediamo quali sono insieme alle modalità di calcolo dell’imposta sulla casa.

IMU 2021: attenzione alla scadenza del 30 giugnoIl 30 giugno 2021 è la seconda data di scadenza per il pagamento della prima rata IMU, che riguarda coloro che hanno effettuato variazioni nelle proprie case nel 2020 e coloro che hanno avuto

Il Dipartimento delle Finanze del MEF ha dato ulteriori istruzioni per quanto riguarda il calcolo dell’IMU. La procedura di calcolo prevede l’applicazione dell’aliquota specifica stabilita dal proprio Comune per la fattispecie di riferimento alla base imponibile dell’immobile.

IMU 2021: chi riguarda la scadenza del 30 Giugno

IMU 2021: attenzione alla scadenza del 30 giugnoLa scadenza del 30 giugno riguarda innanzitutto coloro che hanno effettuato variazioni nelle proprie case nel 2020. Infatti, come da regola generale, la dichiarazione IMU deve essere presentata ogni volta che si verificano modiche dei dati ed elementi dichiarati che comportano una variazione dell’imposta dovuta.

Inoltre, la scadenza del 20 giugno riguarda coloro che hanno avuto l’esenzione Covid, ossia che hanno beneficiato dell’esonero del versamento dell’imposta municipali unica nel 2020 come previsto dai decreti legati all’emergenza Covid-19.


Leggi anche: IMU 2021: esenzione prima rata

IMU: Come si calcola

closeup-of-accountant-hands-counting-on-calculator (1)-min

Per determinare la base imponibile, a cui va applicata l’aliquota specifica stabilita dal Comune, è necessario prendere in considerazione le diverse regole previste per i fabbricati iscritti in catasto, per le aree fabbricabili e per i terreni agricoli.

Per quanto riguarda i fabbricati iscritti al catasto, la base imponibile viene determinata dal valore dell’immobile, che si definisce applicando all’ammontare della rendita catastale, rivalutata del 5%, i rispettivi coefficienti castali che si differenziano per tipologia di immobile.

Dunque, la formula per calcolare la base imponibile è la seguente: rendita catastale + 5% x coefficiente catastale.

In riferimento alle aree fabbricabili, la base imponibile è determinata dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio (o a partire dalla data di adozione degli strumenti urbanistici), prendendo in considerazione:

  • l’indice di fertilità;
  • la zona territoriale di ubicazione;
  • la destinazione d’uso consentita;
  • i prezzi medi che sono stati rilevati sul mercato in seguito alal vendita di aree con analoghe caratteristiche;
  • oneri riguardanti eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione.

Per quanto riguarda i terreni agricoli e non coltivati, la base imponibile è determinata dal valore che si ottiene applicando un moltiplicatore pari a 135 all’importo del reddito dominicale risultante in catasto rivalutato del 25%.


Potrebbe interessarti: Scadenze fiscali giugno 2021: IMU e imposte

Alla base imponibile va poi applicata l’imposta specifica stabilita dal proprio Comune.