Quando utilizzare il bollo da 16 euro?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
02/06/2022

Moltissimi sono spesso obbligati ad acquistare una marca da bollo da 16 euro, senza ben sapere a cosa serve e per quali motivazioni deve essere utilizzata. Non tutti sanno però che vi sono dei soggetti che sono esonerati dall’utilizzo: vediamo di chi si tratta e tutto il resto che c’è da sapere a riguardo.

scansione documenti

La marca da bollo è spesso obbligatoria per completare la validità di un documento o per fare richieste apposite. Con il decreto legge 71/13 del 26 Giugno 2013 il valore della marca da bollo è passato da 14,62 euro a 16 euro: il provvedimento è stato adottato dal governo Letta per sostenere le spese del sisma dell’Aquila 2009.

Ma quando deve essere utilizzata la marca da bollo da 16 euro? Quali soggetti ne sono esonerati? Scopriamolo insieme!

Cos’è la marca da bollo e quando si utilizza?

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La marca da bollo non è altro che un’imposta che si applica in determinate situazioni. Il valore può variare dai due euro ai sedici euro: ma in quali casi deve essere applicata. Ecco di seguito l’elenco:

  • a fatture o ricevute fiscali di importo non soggetto a Iva superiore a 77,47 euro;
  • ai conti correnti bancari e postali;
  • alle cambiali;
  • ai contratti di locazione;
  • ai documenti societari.

Chiaramente in base al valore della marca da bollo cambiano anche i metodi e i documenti in cui deve essere applicata.

Bollo 16 euro: ecco quando si applica

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Vediamo ora in quali casi si applica la marca da bollo da 16 euro. La legge è molto chiara circa i casi di applicazione e stabilisce che va utilizzata:

  • scritture private contenenti convenzioni anche unilaterali che regolino rapporti giuridici;
  • atti rogati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale;
  • istanze, memorie, ricorsi, dirette agli organi dell’amministrazione dello Stato e degli enti pubblici territoriali che consentono di ottenere rilasci di certificati, ovvero provvedimenti amministrativi.

Mentre non deve essere applicata quando:

  • l’importo indicato sul documento è inferiore a 77,47 euro;
  • si tratta di quote associative e contributi liberali/donazioni ad associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive (dpr 26 ottobre 1972, n. 642);
  • l’importo è assoggettato all’Iva;
  • il documento è già assoggettato a imposta di bollo o esente per legge.