Rc Auto: novità importanti in arrivo

Arrivano importanti novità in materia di Rc Auto: la Corte di Cassazione ha affermato che al conducente spetta il diritto al giusto indennizzo anche quando la riparazione è superiore al valore commerciale della macchina. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

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Le compagnie assicurative sono obbligate a risarcire i danni derivati dagli incidenti anche se il costo delle riparazioni supera il valore dell’auto. Con una recente ordinanza la Corte di Cassazione interviene in modo decisivo su un’annosa disputa nel settore dell’Rc auto, facendo segnare un punto importante a favore di milioni di automobilisti. Approfondiamo insieme la questione nei prossimi paragrafi.

Rc Auto: cosa ha stabilito la Cassazione?

Polizza, Assicurazioni

Qual è la grande novità in materia di Rc auto stabilita dalla corte di Cassazione? La notizia è iniziata a circolare nella giornata di ieri, dopo che Federcarrozzieri l’ha definita clamorosa. Ecco le dichiarazioni:

La Corte di Cassazione interviene a gamba tesa sul settore delle riparazioni auto, bacchettando di fatto le compagnie di assicurazioni che spingono i propri clienti a rottamare l’automobile in caso di incidente quando il costo delle riparazioni supera il valore commerciale della vettura.

Quanto spetta di risarcimento?

Dunque, all’automobilista che ha subito un danno alla sua vettura il cui valore eccede il valore attuale del mezzo, spetta il risarcimento totale. Tale manovra ovviamente non può essere conclusa a meno che il risarcimento non vada ad arricchire in maniera eccessiva il conducente.

Assoutenti: grande vantaggio per gli automobilisti

Assoutenti esulta per la decisone della Corte di Cassazione, andando a spiegare:

Dalla Corte di Cassazione arriva un importantissimo assist in favore di milioni di automobilisti italiani che subiscono danni alle proprie autovetture a seguito di incidenti stradali.

Assicurazioni: come l’hanno presa?

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Anche l‘Ania, l’Associazione Nazionale delle Imprese Asicuratrici, ha ribadito che la decisione della Corte va a rafforzare una giurisprudenza già consolidata. La condizione minima secondo la quale il danneggiato non deve avere un ingiusto arricchimento è già presente nellìordinamento.

 

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