Reddito alimentare 2023: di cosa si tratta, come funziona e a chi spetta

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
22/12/2022

A partire dal prossimo anno sarà introdotto il reddito alimentare, come previsto da un emendamento alla Legge di bilancio recentemente approvato. Ma di cosa si tratta? Vediamo insieme.

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Un emendamento alla Legge di bilancio voluto dal Partito Democratico introduce il reddito alimentare per il 2023. La misura è stata promossa dall’esponente politico dei Dem Marco Furfaro, il quale ha proposto di destinare una parte delle risorse per combattere:

La povertà alimentare e riuscire ad evitare di buttare 230mila tonnellate di cibo invenduto.[…] Adesso 600 mila bambini, 337 mila anziani e in totale 3 milioni di italiani si avvalgono, quando va bene, delle mense o dei pacchi alimentari, perché non possono permettersi di fare la spesa. Adesso il cibo invenduto sarà dato a chi ne ha bisogno

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Reddito alimentare: di cosa si tratta

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L’emendamento alla Manovra che introduce il reddito alimentare delinea le linee guida di funzionamento e le città interessate dall’iniziativa.

Attualmente, ad essere interessate dalla misura sono le città metropolitane, ma per quanto riguarda le tempistiche si sa soltanto che il reddito alimentare sarà introdotto nel 2023.

Per eventuali dettagli sarà necessario attendere almeno due mesi, entro i quali sarà emanato il decreto del ministero del Lavoro che si occuperà di chiarire la platea beneficiaria del nuovo reddito e gli enti del terzo settore coinvolti nella sperimentazione.

Come funzionerà

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L’emendamento alla Finanziaria approvato prevede che il reddito alimentare consista in una distribuzione di pacchi di cibo e bevande recuperate dalla merce invenduta dei grandi magazzini alimentari, allo scopo di combattere lo spreco e aiutare le famiglie in difficoltà. Le scatole potranno essere prenotate tramite un’app e ritirate in appositi centri di distribuzione. Dovrebbe esserci anche la possibilità, per anziani e persone non autosufficienti, di ricevere direttamente a casa.

Per il prossimo biennio il governo metterà a disposizione del reddito alimentare 1,5 milioni di euro nel 2023 e 2 milioni di euro nel 2024.