Reddito di Cittadinanza 2021: gli errori da non fare

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
26/07/2021

In molti, compresi i professionisti, tendono a commettere un grave errore nella preparazione della domanda per ottenere il Reddito di Cittadinanza. Questo infatti non dipende solo dall’Isee, come tanti credono: cerchiamo di capire come presentare domanda senza commettere errori.

LA CARD DEL REDDITO DI CITTADINANZATESSERA

Sul Reddito di Cittadinanza c’è un errore che spesso viene commesso. Tra le credenze più diffuse, infatti, vi è quella secondo la quale l’idoneità alla somministrazione del bonus sia subordinata esclusivamente al parametro Isee, calcolato sui due anni precedenti.

Non è così, visto che la normativa è molto chiara a riguardo e chiede che sia il titolare della prestazione a comunicare i redditi da lavoro che non sono indicati nell’Isee, pena la decadenza del beneficio. Approfondiamo l’argomento.

Reddito di cittadinanza: cosa va inserito?

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Riguardo alla quota di reddito familiare da dichiarare nella domanda, la legge si esprime in modo molto chiaro:

“Ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013 (normativa Isee, ndr) al netto però dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee e inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare”.

Da tale norma si evince che non rilevano solo i trattamenti di due anni prima, ma anche i trattamenti assistenziali in corso di godimento, come ad esempio di un’eventuale indennità di disoccupazione percepita nell’ultimo periodo e non indicata nell’Isee.

Come non sbagliare la domanda

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Cerchiamo di capire come non effettuare errori nella presentazione della domanda. Partiamo dal caso in cui abbiate iniziato a lavorare prima della domanda del Reddito di Cittadinanza ma dopo il periodo preso come riferimento nella DSU. In questo caso, per evitare un errore che potrebbe costarvi, caro dovrete:

  • indicare il Quadro E della domanda del RdC (modulo SR180 dell’Inps);
  • allegare alla domanda il modulo SR182/Com-Ridotto, indicando i redditi riferiti alla suddetta attività lavorativa.

Se invece iniziate a lavorare successivamente al riconoscimento della domanda del RdC, allora il modulo con il quale dovrete – entro un periodo di 30 giorni – comunicare i redditi percepiti è il SR181/Com-Esteso.