Reddito di Cittadinanza 2022: continuano i controlli anti furbetti

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
10/03/2022

Continua a lavorare incessantemente la macchina dei controlli congiunti tra INPS, Agenzia delle Entrate e Comuni per verificare l’idoneità dei soggetti percettori del Reddito di Cittadinanza. Vediamo nel seguente articolo come funziona il meccanismo per smascherare chi non è in possesso dei requisiti.

Office workers organizing data storage

La Legge di Bilancio 2022 ha rafforzato ulteriormente la macchina dei controlli sul Reddito di Cittadinanza, che prevede interventi congiunti preventivi, successivi e a campione da parte dell’INPS e dei Comuni.

La Manovra, inoltre, ha dato ancora più potere all’Istituto nella fase dei controlli preventivi sui requisiti anagrafici, in precedenza di esclusiva competenza dei Comuni: la verifica dovrà avvenire direttamente ad opera dell’INPS, a priori e “a tappeto” su tutte le domande in base alle informazioni presenti nelle banche dati a sua disposizione.

Vediamo insieme tutte le ultime novità a riguardo.

Reddito di Cittadinanza: i controlli dell’INPS

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Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2022, i dati anagrafici, di residenza, di soggiorno e di cittadinanza dichiarati in ogni domanda del Reddito di Cittadinanza saranno preventivamente verificati dall’INPS, sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati in dotazione all’Istituto.

Qualora, a seguito di tale controllo, dovessero emergere situazioni di incertezza in merito ai requisiti anagrafici, l’INPS potrà richiedere informazioni aggiuntive ai Comuni mediante il Sistema Informativo del Reddito di Cittadinanza.

Durante questa fase l’erogazione delle somme viene sospesa: trascorsi 120 giorni senza alcuna comunicazione da parte del Comune, il pagamento viene riattivato, ma il responsabile del procedimento dell’ente territoriale che deve fornire i dati risponde per il danno erariale causato dall’eventuale erogazione di somme non dovute.

Reddito di Cittadinanza: i controlli dei Comuni

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I Comuni, da parte loro, all’atto della presentazione della domanda per il Reddito di Cittadinanza devono effettuare le verifiche sostanziali e i controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nell’istanza e sull’effettivo possesso dei requisiti (che verrà accertato anche successivamente all’erogazione del sussidio).

Per lo svolgimento di tali verifiche, l’INPS rende disponibili ai Comuni le informazioni rilevanti tramite la piattaforma del Sistema Informativo del Reddito di Cittadinanza. Tramite la stessa piattaforma i Comuni dovranno rendere noto all’INPS l’esito delle proprie verifiche.