Reddito di cittadinanza 2022, marcia indietro sui controlli: cosa sta succedendo?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
20/04/2022

Sarebbero dovuti partire i controlli su quei percettori del reddito di cittadinanza che hanno la fedina penale sporca e che di conseguenza non hanno diritto al sussidio. Infatti, l’intesa tra l’Inps e il Ministero della Giustizia non è stata ancora realizzata: ma per quale motivo? Vediamo insieme.

reddito-di-cittadinanzaEntro la fine di marzo sarebbe dovuta arrivare una convezione ad hoc tra le banche dati Inps e il Ministero della Giustizia per quanto riguarda i controlli sul reddito di cittadinanza, ma l’intesa non è stata ancora trovata e di conseguenza slittano le verifiche sui beneficiari del sussidio che hanno la fedina penale sporca, e che pertanto non rispettano i requisiti di accesso al reddito.

Vediamo insieme cosa sta succedendo e il motivo di questo stop.

Reddito di cittadinanza 2022: stop dei controlli

reddito-di-cittadinanzaLa Legge di Bilancio 2022 ha introdotto una stretta sui controlli anti-furbetti riguardanti il reddito di cittadinanza tramite un’intesa tra le banche dati Inps e il Ministero della Giustizia con l’obiettivo di individuare quei percettori del sussidio condannati con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni per i reati incompatibili con il reddito, come l’associazione a stampo mafioso e la prostituzione minorile.

Tuttavia, l’accordo non è stato trovato, nonostante la Manovra avesse concesso tre mesi di tempo per avviare i controlli previsti. Nel frattempo, l’Inps ha comunicato di aver portato avanti le verifiche sui garage dei beneficiari del sussidio, per scovare i possessori di auto di lusso, grazie alla convenzione stipulata con l’Aci.

Sembrerebbe che il mancato accordo tra l’Istituto e il Ministero sia dovuto alla mancata digitalizzazione del casellario giudiziale; infatti, secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria del 2022, l’Inps dovrebbe comunicare al ministero della Giustizia i soggetti percettori del reddito di cittadinanza, e a sua volta il ministero avrebbe a disposizione sessanta giorni per informare l’istituto quali percettori hanno la fedina penale sporca e che pertanto vedranno decadere il sussidio.