Reddito di cittadinanza 2022, novità in arrivo: le critiche del Fmi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
20/05/2022

Ad intervenire sul Reddito di cittadinanza questa volta è il Fondo monetario internazionale, il quale ha redatto il tradizionale rapporto periodico sull’Italia. Questa volta ad essere oggetto di critica del Fmi è il cosiddetto “cumulo parziale” tra lavoro e reddito. Vediamo insieme quanto affermato dal Fondo a tal proposito.

reddito-di-cittadinanzaIl Fondo monetario internazionale ha pubblicato il rapporto periodico sull’Italia, all’interno del quale è presente un focus sul Reddito di cittadinanza, come ogni anno.

Ad essere oggetto di critica da parte del Fmi è il cosiddetto “cumulo parziale” tra lavoro e sussidio. Vediamo insieme quanto comunicato dal Fondo monetario internazionale a tal proposito.

Reddito di cittadinanza 2022: le osservazioni del Fmi

reddito cittadinanzaAll’interno del rapporto periodico sull’Italia, il Fondo monetario internazionale ha lodato il recente rafforzamento dei requisiti per l’accettazione di un posto di lavoro e i legami con la formazione per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza. Tuttavia, è stato anche esplicitato che:

per evitare dipendenza dal welfare e disincentivi al lavoro, il meccanismo di ritiro del beneficio in risposta al reddito da lavoro dovrebbe essere graduale.

Inoltre, il Fmi ha anche criticato il fatto che il livello del beneficio “in alcune aree del Paese è elevato rispetto al costo della vita”, anche se il valore medio stando ai dati Inps si attesta intorno ai 550 euro.

Le osservazioni sul Superbonus 110% del Fmi

reddito-di-cittadinanzaIl Fondo monetario internazionale ha anche parlato del Superbonus 110%, a proposito del quale ha affermato che:

rafforzare i controlli esistenti limiterebbe i rischi di sforamenti di spesa che potrebbero verificarsi a causa della domanda molto elevata.

Successivamente è presente una critica sul metodo scelto da governo per calcolare la cosiddetta “tassa sugli extraprofitti“:

Per evitare distorsioni involontarie, l’imposta sugli utili inattesi delle società energetiche dovrebbe basarsi sull’intera gamma di elementi che determinano i loro profitti“, dunque non il solo margine imponibile Iva.