Reddito di Cittadinanza 2022: nuove tempistiche per i pagamenti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
02/02/2022

Allarme per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza: le tempistiche di pagamento potrebbero allungarsi di moltissimo, causando disagi. Si prospettano attese superiori anche a 120 giorni, ciò a causa dei controlli di INPS e comuni: analizziamo la questione insieme.

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Si sta prospettando, con sempre maggior intensità, il rischio che i pagamenti del primo mese, per chi deve ancora presentare le domande per il Reddito di Cittadinanza, arrivino con molto ritardo. Questo è dovuto ad una serie di controlli preventivi introdotti dalla nuova Legge di Bilancio, utili a verificare il possesso dei requisiti per accedere al Reddito.

Vediamo quali sono le nuove tempistiche di attesa, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio.

Reddito di Cittadinanza: ecco i nuovi controlli per il 2022

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Vediamo cosa cambierà nella legislazione del Reddito di Cittadinanza, soprattutto pensando all’approvazione della Legge di Bilancio 2022. La novità principale è che i controlli preventivi per verificare i requisiti dei richiedenti, già presenti al 2021, verranno aumentati di intensità. Questo farà inevitabilmente aumentare le tempistiche per la somministrazione delle somme spettanti.

I controlli dell’INPS riguarderanno i seguenti dati:

  • anagrafici;
  • di residenza;
  • di soggiorno;
  • di cittadinanza.

Al presentarsi di eventuali incongruenze o irregolarità, il meccanismo attuerà la sospensione della fase istruttoria della richiesta.

Reddito di Cittadinanza: per chi saranno le attese più lunghe?

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Ci si interroga per quali categorie di contribuenti le attese saranno più lunghe. Per tutte le richieste con la comparsa di irregolarità, il Comune di competenza dovrà fare delle nuove verifiche e questo potrebbe far allungare i tempi fino a 120 giorni.

Il Comune deve dare notizie dell’esito delle verifiche all’INPS nel tempo massimo di 120 giorni: se oltre tale scadenza non arriva comunicazione alcuna, le somme verranno comunque versate. In questo caso l’ente territoriale si espone al rischio di danno erariale. Nei 120 giorni il Comune verifica se vi sono incongruenze nella DSU ai fini ISEE, o può anche convocare il diretto interessato.