Reddito di Cittadinanza 2022: perché rifiutato con ISEE basso?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
07/04/2022

Esistono dei casi in cui la richiesta per il Reddito di cittadinanza viene rifiutata nonostante si sia presentato un ISEE basso, ossia inferiore a 9.360 euro, come richiesto dai requisiti per accedere al sussidio. Vediamo insieme quali sono i casi in cui la domanda per il sussidio viene respinta nonostante si sia presentato un ISEE basso.

reddito-di-cittadinanzaÈ possibile che la richiesta per il Reddito di Cittadinanza venga rifiutata nonostante si possieda un ISEE molto basso, e dunque nel caso in cui si rispetti uno dei requisiti richiesti per beneficiare del sussidio. Purtroppo, però, questa non è l’unica condizione richiesta per poter usufruire del Reddito di cittadinanza.

Vediamo insieme in quali casi il sussidio viene rifiutato nonostante si presenti un ISEE basso.

Reddito di cittadinanza 2022: i casi di rifiuto con ISEE basso

reddito cittadinanzaIl requisito ISEE richiesto per poter beneficiare del Reddito di cittadinanza ammonta a un valore inferiore ai 9.360 euro annui. Esistono, tuttavia, dei casi in cui la richiesta del sussidio venga respinta nonostante questa condizione sia rispettata.

Innanzitutto, la domanda del sussidio viene rifiutata nel caso in cui il nucleo familiare abbia un patrimonio immobiliare superiore alla soglia dei 30.000 euro, escludendo la prima casa ad uso residenziale.

In secondo luogo, nonostante si presenti un ISEE basso, la richiesta del RdC viene respinta in caso di risparmi e/o liquidità in Banca oppure nella Posta, secondo il vincolo del patrimonio mobiliare, il cui valore massimo è pari a 6.000 euro per i single, ma tende a crescere fino a 10.000 euro in base alla composizione del nucleo familiare.

Perché il RdC può essere rifiutato ai single disoccupati?

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Inoltre, il Reddito di Cittadinanza è rifiutato con ISEE basso pure al single che, disoccupato, è in questo stato a seguito di dimissioni volontarie dal posto di lavoro nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda per l’accesso al sussidio. E questo, in ogni caso, fatte salve le dimissioni dal posto di lavoro per giusta causa.