Reddito di cittadinanza 2022, stretta in arrivo: cosa cambia

Una nuova stretta potrebbe essere in arrivo per il Reddito di cittadinanza. Attraverso un emendamento al Decreto Aiuti si vorrebbe introdurre la possibilità per i datori di lavoro privati di proporre offerte ai percettori del RdC, che in caso di rifiuto vedranno decadere il diritto al sussidio.

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Un emendamento al Decreto Aiuti approvato in commissione alla Camera propone una stretta sul Reddito di cittadinanza. L’emendamento in questione stabilisce che anche i datori di lavoro privati potranno proporre offerte ai beneficiari della misura che, in caso di rifiuto, vedranno decadere il diritto alla misura.

Vediamo insieme cosa prevede l’emendamento nello specifico.

Reddito di cittadinanza 2022: verso la stretta

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Secondo l’emendamento al Decreto Aiuti, i datori di lavoro privati potranno presentare una proposta ai percettori del Reddito di cittadinanza, purché abbiano firmato il Patto per il lavoro, e in caso di rifiuto da parte del beneficiare, si procederà con la decadenza del sostegno. Infatti, in tal caso, il datore di lavoro dovrà comunicare il rifiuto al centro per l’impiego e il no si sommerà a tutte le altre offerte rifiutate.

L’obiettivo dell’emendamento è di risolvere il problema della carenza della manodopera, soprattutto nel settore turistico e ricettivo.

Quando l’offerta di lavoro è considerabile congrua?

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Nell’ambito del Reddito di Cittadinanza, un’offerta di lavoro è da considerarsi congrua non più in base alla durata di fruizione del sussidio, bensì se avviene entro 80 chilometri di distanza, invece che 100 come previsto in precedenza, dalla residenza del beneficiario, purché sia raggiungibile in un massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblico. Questa regola si applica alla prima offerta di lavoro.

Nel caso in cui si verifichi una seconda offerta, a meno che all’interno della famiglia siano presenti componenti disabili, l’offerta si considera congrua ovunque sia collocata in Italia, come era precedentemente previsto per la terza offerta di lavoro.

Ricordiamo che in caso di rifiuto di entrambe consegue la revoca del Reddito di Cittadinanza.

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