Reddito di cittadinanza 2023 nuova stretta: da quando e per chi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
10/01/2023

Potrebbe presto arrivare una nuova stretta al Reddito di cittadinanza in relazione all’offerta di lavoro. Vediamo insieme come potrebbe cambiare la normativa relativo al sostegno economico nelle prossime settimane.

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La Legge di Bilancio 2023 è intervenuta sul Reddito di cittadinanza, riducendo il periodo di fruizione a un massimo di sette mensilità per quei percettori considerati occupabili. Inoltre, per poter accettare un’offerta di lavoro quest’ultima non deve più essere considerata congrua, e se si rifiuta la prima si perde il diritto al sussidio. Ma non solo. La premier Giorgia Meloni ha anche annunciato che a partire dal 2024 il sostegno economico sarà abolito.

Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, una nuova stretta potrebbe coinvolgere il Rdc nei prossimi mesi. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Reddito di cittadinanza: come cambia l’offerta congrua

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Nonostante sia stato tolto l’aggettivo “congrua” in relazione all’offerta di lavoro, all’articolo 4 del decreto n.4/ 2019 (poi convertito dalla legge n.26 del 2019) che ha istituito il Reddito di cittadinanza sono rimasti i requisiti che le offerte di lavoro devono rispettare.

Dunque, anche nel 2023 le offerte di lavoro dovranno rispettare alcune condizioni: ad esempio dovranno essere attinenti a esperienze e competenze del beneficiario, e dovranno soddisfare alcune condizioni in merito a retribuzione e distanza.

Proprio per questi motivi, che hanno messo a rischio le stime di risparmio previste dalla Manovra, si attende una nuova stretta sul Rdc nelle prossime settimane.

Reddito di cittadinanza: cosa può cambiare

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Secondo quanto dichiarato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, il governo non ha intenzione di cancellare il concetto di offerta di lavoro congrua, ma soltanto di rivederne alcuni aspetti.

Ad essere criticata è la parte relativa al fatto che l’offerta di lavoro debba essere attinente ad esperienze e competenze del beneficiario, poiché secondo quanto affermato dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon anche un laureato in cerca di lavoro è disposto “anche a fare il cameriere pur di avere un impiego”.

Dunque, il governo potrebbe intervenire presto intervenire a tal proposito, mantenendo due requisiti essenziali per ritenere un’offerta di lavoro adatta:

  • la retribuzione, che deve essere almeno superiore alla quota minima erogabile a titolo di Rdc maggiorata del 10%. Lo stipendio, quindi, non può essere inferiore a 856 euro;
  • la distanza tra residenza e lavoro, che nel caso della prima offerta non può superare gli 80 chilometri.