Reddito di cittadinanza 2023: quando si rischia di perderlo?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
28/12/2022

Dal 2023, saranno molte le restrizioni applicate al Reddito di cittadinanza, che diminuiranno le possibilità di usufruire del Reddito. Vediamo insieme cosa cambia dal prossimo anno.

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Il Reddito di cittadinanza è stato modificato dalla nuova Legge di Bilancio, che ha diminuito il periodo di fruizione del sussidio, ma ha anche inserito una serie di restrizioni per poter beneficiare del sostegno economico.

In attesa della definitiva abrogazione, prevista per il 2024, il Reddito di cittadinanza cambia forma e regole per l’accesso e il mantenimento del beneficio.

Vediamo insieme quando si rischia di perderlo.

Reddito di cittadinanza: addio quando si rifiuta l’offerta lavorativa

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A partire dal 2023, sarà possibile beneficiare del Reddito di cittadinanza per 7 mensilità, e non più per 18 mesi come previsto fino al 2022.

Inoltre, si perderà l’accesso al sussidio se si rifiuta la prima offerta di lavoro. Ma non solo. Un emendamento alla Manovra ha anche tolto la parola “congrua” in relazione all’offerta lavorativa.

Infatti, finora, era possibile accettare quell’offerta di lavoro che prendesse in considerazione le esperienze e le competenze maturate, ma anche la distanza del luogo di lavoro dal domicilio della persona e conseguenti tempi di trasferimento. Nello specifico, la distanza considerata congrua prevede 80 chilometri nel primo caso e 100 minuti con mezzi di trasporto pubblici nel secondo.

A partire dal prossimo anno, invece, la proposta di lavoro potrà essere collocata ovunque, in qualsiasi parte d’Italia, a prescindere dal domicilio dell’interessato e in caso di rifiuto si incorre nell’annullamento del Reddito.

Reddito di cittadinanza: chi lo perde dal 2023

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Dal 2023 si potrà usufruire del Reddito per un periodo massimo di 7 mensilità. Il nuovo limite, tuttavia, non riguarda nuclei al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno 60 anni di età.

A perdere il Reddito di cittadinanza non saranno soltanto coloro che rifiutano la prima proposta di lavoro, ma anche chi non partecipa un corso di formazione o riqualificazione di almeno 6 mesi.

Infine, è stato approvato l’emendamento che condiziona il Reddito al titolo di studio. Dal 1° gennaio 2023, l’erogazione del reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà quindi condizionata al completamento del percorso della scuola dell’obbligo.