Reddito di cittadinanza 2023 salta l’offerta congrua: come cambia

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/12/2022

Dal 1° gennaio 2023, il Reddito di cittadinanza sarà modificato per via della Manovra, ma prima dell’approvazione, attesa per venerdì, nuovi emendamenti al sussidio introducono nuovi tagli. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Il Reddito di cittadinanza continua a essere soggetto a modifiche tramite emendamenti alla Legge di Bilancio 2023. Dopo il taglio che riduce il periodo di fruizione a sette mesi, salta l’offerta congrua in seguito a una modifica proposta da Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Ma cosa significa questo emendamento per il Reddito di cittadinanza? Vediamo insieme.

Reddito di cittadinanza 2023: addio all’offerta congrua

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Maurizio Lupi (Noi Moderati) ha firmato un emendamento alla Legge di Bilancio che fa sparire dal testo del documento la parola “congrua” in relazione all’offerta di lavoro che il beneficiario deve accettare per non perdere il sostegno economico.

Con congrua si fa riferimento all’offerta lavorativa che prende in considerazione le esperienze e le competenze maturate, ma anche la distanza del luogo di lavoro dal domicilio della persona e conseguenti tempi di trasferimento. Attualmente, la distanza considerata congrua prevede 80 chilometri nel primo caso e 100 minuti con mezzi di trasporto pubblici nel secondo.

Con l’approvazione dell’emendamento significa che la prima proposta di lavoro potrà essere ovunque, in qualsiasi parte d’Italia, a prescindere dal domicilio dell’interessato. In caso di rifiuto si incorre nell’annullamento del Reddito.

Reddito di cittadinanza: tra i requisiti anche la scuola dell’obbligo

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È stato approvato un ulteriore emendamento alla Legge di Bilancio in merito al Reddito di cittadinanza. Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Valditara aveva proposto di condizionare il sussidio al titolo di studio e la sua proposta è stata approvata e inserita in Manovra. Pertanto, si restringe la platea di beneficiari in funzione del possesso di un diploma.

A cominciare dal primo gennaio 2023, l’erogazione del reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà quindi condizionata al completamento del percorso della scuola dell’obbligo.