Reddito di cittadinanza 2023: tra i requisiti anche la scuola dell’obbligo

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
25/12/2022

Dal prossimo anno, il completamento della scuola dell’obbligo sarà tra i requisiti richiesti per accedere al Reddito di cittadinanza. Vediamo insieme le novità a partire dal 2023.

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La Lega ha presentato un emendamento alla Legge di Bilancio per introdurre tra i requisiti per accedere al Reddito di cittadinanza anche l’aver terminato la scuola dell’obbligo o un percorso di studi con una durata almeno triennale.

La proposta presentata dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Valditara è stata approvata, e di conseguenza a partire dal 2023 la platea di beneficiari del sussidio si restringerà in funzione del possesso di un diploma.

Reddito di cittadinanza: verso l’obbligo scolastico

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A cominciare dal primo gennaio 2023, l’erogazione del reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà condizionata al completamento del percorso della scuola dell’obbligo.

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Validata, aveva dichiarato a tal proposito che:

Ben 140mila percettori di reddito di cittadinanza sotto i 30 anni hanno solo la licenza media e, in alcuni casi, soltanto la licenza elementare o neppure quella. Mi creda, contro la povertà è più utile una scuola di cittadinanza piuttosto che il reddito di cittadinanza.

A conferma delle sue dichiarazioni, il ministro Valditara ha riportato i dati emersi da una ricerca ministeriale in merito ai percettori del sussidio:

In Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni. Di essi, abbiamo scoperto che ben 11.290 possiede soltanto la licenza elementare o addirittura nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media. Ebbene, noi riteniamo si debba prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico per chi lo abbia illegalmente interrotto o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore ma non occupate né impegnate in aggiornamenti formativi, pena in entrambi i casi la perdita del reddito, o dell’eventuale misura assistenziale che dal 2024 lo sostituirà. Questi ragazzi preferiscono percepire il reddito anziché studiare e formarsi per costruire un proprio dignitoso progetto di vita.