Reddito di Cittadinanza: a chi verrà tolto?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
08/01/2023

Il Reddito di Cittadinanza sta vivendo un’importante fase di transizione: non è ancora del tutto chiaro infatti come debba essere trattato e quando va tolto. E’ il caso di una donna con un figlio cui è stato tolto, ma successivamente restituito dal giudice. Approfondiamo insieme la vicenda insieme nel seguente articolo.

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Reddito di Cittadinanza sospeso e poi riassegnato dal giudice? Sembra assurdo eppure è realmente accaduto a Palermo, dove una signora con un bambino si è vista prima togliere il sussidio per poi riaverlo per via giudiziale. Si tratta di una vicenda causata dall’attuale caos intorno alla misura o c’è dell’altro?

Analizziamo insieme la questione nei prossimi paragrafi.

Reddito di Cittadinanza: quando può sospenderlo l’Inps?

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Vediamo in primi come mai alla signora era stato sospeso il Reddito di Cittadinanza da parte del’Inps. A giugno 2022, l’Inps aveva deciso di sospendere l’erogazione del Reddito di Cittadinanza poiché, come spiegato dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, la donna era risultata priva di residenza anagrafica dal febbraio 2020 al luglio 2020. La donna vive con il figlio e non ha lavoro, per questo si è trovata in seria difficoltà una volta tolto il Reddito.

Proprio per queste ragioni, è stato ritenuto valido presentare un ricorso d’urgenza al tribunale di Palermo, in cui veniva richiesto di rianalizzare il caso della donna.

Rdc: il giudice può restituirlo?

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Nel corso dell’udienza si è assistito al tanto sperato colpo di scena: il giudice ha optato per la restituzione del Reddito di Cittadinanza alla donna, in quanto non aveva altro modo per vivere. Ecco la giustificazione del giudice:

La residenza effettiva prevale sulla residenza anagrafica tenuto conto che quest’ultima costituisce solo una presunzione circa il luogo di residenza effettiva che può, quindi, essere oggetto di prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito.

Il diritto ad una vita dignitosa è stato dunque salvaguardato.