Reddito di Cittadinanza: chi sono gli occupabili?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
01/11/2022

Si sta schiarendo il cielo sopra al Reddito di Cittadinanza, dopo che Giorgia Meloni ha tenuto il discorso di insediamento alle Camere. La volontà del nuovo esecutivo è quella di mantenere la misura solamente per i fragili, mentre gli occupabili saranno lasciati a secco. Ma chi sono gli occupabili? Vediamolo insieme!

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I beneficiari del Reddito di Cittadinanza saranno divisi in due categorie: da un lato i fragili, che dovrebbero continuare ad avere le somme spettanti, dall’altro gli occupabili, che invece non dovrebbero più ricevere alcun reddito. Ma come sono identificabili le due diverse categorie?

Stando alle parole della premier, coloro che sono in grado di lavorare non dovranno più ottenere il sussidio, a differenza dei fragili. Ma vediamo come riconoscere le due categorie.

Occupabili: chi sono e come riconoscerli

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Vediamo in primis chi sono e come possono essere riconosciuti i soggetti occupabili, ossia coloro che percepiscono il Rdc ma che potrebbero lavorare sia per età che per condizione di salute. Per identificare coloro che potrebbero lavorare, è necessario ricorrere ai dato dell’Anpal, l’Agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro.

Questa ha mostrato che, del totale dei 2,3 milioni di italiani coinvolti nel Reddito di Cittadinanza, sono solamente 660.602 coloro che potrebbero lavorare. A questi è pervenuto l’invito a sottoscrivere il Patto per il Lavoro, necessario per proseguire ad ottenere il Reddito.

Rdc: quanto è difficile creare lavoro?

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Vediamo ora quanto è difficile trovare lavoro a coloro che risultano essere occupabili. Quello dei navigator, ossia i soggetti identificati ex lege il cui compito è quello di favorire l’occupazione dei beneficiari del Reddito, è un compito complesso e che fino ad ora ha portato scarsi risultati. L’associazione dei navigator ha inoltre fatto sapere che:

Formalmente possono anche essere occupabili il punto è che sono poco appetibili per le aziende, interessate a profili già formati e già pronti a lavorare. Spesso prima di poter parlare davvero di un lavoro bisogna capire se il beneficiario del sussidio è davvero pronto, persino se è in grado di fare un colloquio o di seguire con profitto un corso.

Sarà dunque molto difficile trovare un’occupazione a questi soggetti: la soluzione potrebbe essere quella di incentivare le aziende tramite bonus o incentivi.