Reddito di cittadinanza: come cambieranno i requisiti nel 2023

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/11/2022

Il Reddito di cittadinanza sarà modificato dal governo Meloni. Anche se in campagna elettorale si era parlato di una cancellazione della misura, l’esecutivo ha deciso di introdurre soltanto delle modifiche, che tuttavia andranno a incidere sui requisiti di accesso, riducendo la platea di beneficiari.

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Il governo Meloni punta a riformare il Reddito di cittadinanza come promesso durante la campagna elettorale dalla leader di Fratelli d’Italia.

In particolare, l’esecutivo punta a introdurre dei tagli sulla misura che riguarderanno principalmente i requisiti richiesti per ottenere il sostegno mensile.

Vediamo insieme come cambieranno le condizioni di accesso al Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: i nuovi requisiti dal 2023

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Ad annunciare quali saranno le modifiche al Reddito di cittadinanza che il governo Meloni vorrebbe introdurre è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari.

L’esecutivo punta a togliere il Reddito a colo che hanno un età compresa tra i 18 e i 59 anni senza figli a carico e in condizioni di poter lavorare.

La misura sarà mantenuta per gli invalidi, chi si trova in condizioni di difficoltà, chi ha minori a carico ed è senza mezzi di sostentamento. Inoltre, a poter accedere al Reddito saranno gli over 60 e in tal modo la soglia dei 60 anni diventerà discriminante per l’accesso al sostegno.

L’obiettivo dell’esecutivo è quello di tutela maggiormente chi non può lavorare incentivando invece chi è occupabile, in modo da ridurre la platea di beneficiari.

La difesa di Pasquale Tridico

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Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico è tornato a difendere il Reddito di cittadinanza, sottolineando il ruolo “straordinario e positivo nella riduzione della povertà” svolto dalla misura

Chi percepiva il sussidio nel 2019, spiega Tridico, ormai in parte non lo riceve più: “C’è stato un ricambio di circa il 45%”.

Il presidente dell’Inps ha aggiunto:

Non va immaginato il Reddito di cittadinanza come qualcosa di statico o con le persone che stanno sul divano dal 2019.

Il 65% dei percettori sono anziani, disabili e minori e persone che non hanno mai lavorato; il 10%, 350mila persone, ha trovato lavoro; un altro 5% ha il reddito e non lavora e potrebbe essere inserito nel mercato con politiche mirate.