Reddito di cittadinanza: cosa cambierà dal 25 settembre? Le proposte dei partiti

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/08/2022

Le elezioni si terranno il 25 settembre e in questi giorni i principali partiti stanno presentando i programmi elettorali. Tra gli argomenti principali dei vari programmi troviamo il Reddito di cittadinanza. Vediamo insieme quali sono le proposte dei partiti per il sussidio.

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Il 25 settembre si terranno le elezioni e piano piano stanno prendendo forma i programmi elettorali dei diversi partiti.

Uno degli argomenti principali su cui i vari leader dei partiti si stano esprimendo in questi giorni è sicuramente il Reddito di Cittadinanza.

Vediamo insieme quali sono le opinioni dei partiti che concorreranno alle elezioni.

Reddito di cittadinanza: le proposte dei partiti

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Tra i partiti principali che concorreranno alle elezioni del 25 settembre che si pongono a difesa del Reddito di cittadinanza c’è il Movimento 5 Stelle. Nel programma elettorale del M5s, nello specifico nel capitolo dedicato alle politiche del lavoro, c’è scritto che il partito punta a un “rafforzamento del reddito di cittadinanza”, rendendo “più efficiente il sistema delle politiche attive” con un “monitoraggio delle misure antifrode”.

Il centrodestra, invece, la pensa nel modo opposto. Ieri, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, ha ribadito che:

l reddito di cittadinanza va cancellato. Un conto è il dovere sacrosanto di aiutare chi è in difficoltà perché non può lavorare, altro è regalare un assegno di Stato a chi non vuole lavorare.

Nel programma elettorale della colazione si parla di una generica:

Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro.

Dall’altro lato, il Partito Democratico propone una riforma sulle indicazioni della commissione Saraceno (istituita dal ministro Andrea Orlando), quindi a favore delle famiglie più numerose e con figli minorenni.

Infine, il Terzo Polo ha raggiunto un compromesso tra la posizione di Italia Viva, che proponeva l’eliminazione del Reddito, e quella di Azione, che ambiva a una riforma. La coalizione parla di un ritiro del sussidio “dopo un rifiuto e una riduzione dopo due anni di lavoro”. Inoltre, saranno coinvolte le agenzie private per il lavoro, invece dei centri per l’impiego, con l’obbligo di colloqui a cadenza mensile per i percettori