Reddito di cittadinanza: cosa fare se viene sospeso senza ISEE?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
19/11/2022

Con l’inizio del 2023, i percettori del Reddito di cittadinanza dovranno presentare un ISEE valido per l’anno in corso, altrimenti l’Inps procederà con la sospensione dell’erogazione del sussidio. Vediamo insieme cosa fare in tal caso. 

reddito-di-cittadinanza

I percettori del Reddito di cittadinanza che non presentano un ISEE valido per l’anno in corso, l’Inps procede con la sospensione dell’erogazione del sussidio.

Reddito di cittadinanza 2022: sospeso senza ISEE

reddito cittadinanza

Come aveva già confermato lo scorso anno l’Inps, anche il prossimo anno l’Istituto sospenderà le rate del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza a quei percettori che non sono in possesso di un Isee valido per l’anno in corso.

Coloro che sono interessati da questo stop, per risolvere il problema dovranno presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu): come confermato dall’Inps in un comunicato, una volta verificati i dati aggiornati i pagamenti riprenderanno in automatico.

Reddito di cittadinanza: i requisiti

reddito-di-cittadinanza

Attualmente, in attesa delle modifiche che saranno introdotte dal nuovo governo, i requisiti necessari per beneficiare del sostegno economico sono avere:

  • reddito ISEE inferiore a 9.360 euro;
  • patrimonio immobiliare (oltre all’abitazione di residenza) inferiore ai 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare inferiore ai 6.000 euro, aumentato di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare fino a 10.000€. Si aggiungono 1.000 euro in più per ogni figlio successivo al secondo e altri 5.000 euro per ogni familiare affetto da disabilità grave.
  • reddito familiare inferiore a 6.000 euro per il primo componente del nucleo familiare, ma può crescere fino a 13.200 euro nel caso in cui il nucleo familiare sia più ampio e se ci sono figli o sono presenti disabili o persone non autosufficienti.

Inoltre, il Reddito di Cittadinanza è composto da due parti:

  1. una parte costituisce un’integrazione del reddito familiare e può arrivare fino a 6.000 euro nel caso di nucleo familiare composto da una sola persona, per poi essere moltiplicato per la scala di equivalenza.
  2. l’altra parte spetta solo a chi è in affitto e aumenta l’assegno di un importo annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro. Una ulteriore integrazione spetta alle famiglie proprietarie della casa di abitazione acquistata con un mutuo: in questo caso l’integrazione arriva a 1.800 euro e non può superare la rata del mutuo.

L’importo complessivo determinato dalla somma delle due componenti non deve superare i 9.360 euro annui, che equivalgono a 780 euro mensili.