Reddito di Cittadinanza e pensioni di invalidità: chi rischia di perderlo

Con l’aumento dell’assegno della pensione di invalidità, molti percettori del Reddito di Cittadinanza rischiano di perdere il beneficio. Gli incrementi, rientrando nel calcolo ISEE, potrebbero ridurre o addirittura portare alla decadenza dal contributo. Vediamo tutte le novità a riguardo.

reddito-di-cittadinanza

I percettori del Reddito di Cittadinanza che ricevono mensilmente la pensione di invalidità rischiano di decadere dal contributo: gli aumenti dell’assegno, infatti, rientrerebbero nell’ISEE, portando ad una riduzione o annullamento del Reddito di Cittadinanza.

L’INPS, tuttavia, si è subito attivato, rassicurando i beneficiari delle pensioni d’invalidità e assicurando di aver avviato tutte le procedure per evitare che gli aumenti finiscano per essere considerati reddito.

Aumenti pensioni di invalidità: cosa succede al Reddito di Cittadinanza

LA CARD DEL REDDITO DI CITTADINANZATESSERA

Il tanto atteso aumento degli assegni di invalidità, disposto in seguito alla sentenza numero 152/2020 della Corte Costituzionale resa operativa da una circolare dell’Inps, potrebbe essere una beffa per molte persone, poiché gli incrementi andrebbero a cancellare il Reddito di Cittadinanza.

Gli aumenti, secondo quanto comunicato in prima battuta dall’INPS, rientrano nei parametri per calcolare l’ISEE, requisito essenziale per accedere al Reddito di Cittadinanza: di conseguenza, il nuovo conteggio finirà per svantaggiare molte persone che vedrebbero, paradossalmente, cancellato l’aumento promesso.

A partire da gennaio 2022, infatti, i calcoli sull’incentivo statale verranno effettuati tenendo conto anche delle altre tipologie di trattamenti assistenziali che fino a questo momento non erano stati aggiornati ai fini della determinazione dell’ISEE, tra i quali rientrano tutte le maggiorazioni sociali, compresi gli incrementi delle pensioni alle categorie particolari come quella degli invalidi.

I chiarimenti dell’INPS

1619257029-1617779768-inps

A rassicurare i soggetti interessati dagli aumenti ci ha pensato direttamente l’INPS, in seguito alle reazioni pervenute al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’Istituto si è subito attivato, assicurando ai beneficiari delle pensioni d’invalidità di aver avviato le procedure per evitare che gli aumenti finiscano per essere considerati reddito.

L’INPS, nella stessa nota, ha precisato che continueranno a non venire considerati tra i trattamenti assistenziali da aggiornare anche le somme percepite a titolo di arretrati, l’assegno di natalità, le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute e l’indennità di accompagnamento.

Lascia un commento